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La crescita del e-commerce nell'Italia del 2020

LA CRESCITA DEL E-COMMERCE NELL'ITALIA DEL 2020

E' Unioncamere a dare la notizia: "i negozi che vendono su internet sono cresciuti di 10mila unità negli ultimi 5 anni e uno sprint ulteriore si è registrato con l’emergenza Covid-19."

Un segno del cambiamento delle abitudini di consumo che, soprattutto in epoca di coronavirus, permette agli imprenditori che commerciano sulla “rete” di poter contare su una marcia in più.

La Regione che più in assoluto segna la più alta crescita è stata la Lombardia (+1.845), seguita da Campania (+1.725) e Lazio (+1.150), mentre in termini relativi quelle che sono cresciute a ritmo medio annuo più sostenuto sono state Campania e Basilicata (+25,4%), rincorse da Calabria (+22,6%) e Sicilia (+16,8%). La media nazionale si ferma al +14,5%.

Un'altra regione che segna dei dati davvero incoraggianti è la Puglia, ben +15%. Piattaforme sempre più accessibili, l’aumento delle vendite on line e nuove soluzioni per "e-business"hanno spinto sempre più gli imprenditori pugliesi a fare e-commerce. Un'altro fattore importante è il cambio sempre più marcato negli usi digitali dei consumatori, che ora predilige ancor più diverse soluzioni per i propri acquisti (dalle spedizioni a casa al "click and collect" - cioè l'ordinare online e ritirare velocemente il prodotto in negozio).

Per Unioncamere Puglia i dati del 31 marzo 2020 sono superiori alla media e-commerce in Italia. Le maggiori vendite arrivano dal commercio al dettaglio. Si tratta dello stesso mercato che è stato in sofferenza nell’ultimo periodo per via dell’emergenza:

abbigliamento

oggettistica

gadget

prodotti alimentari di lusso

Cross-channel Marketing e i vantaggi per le PMI

Cross-channel - che cos’è?

Il marketing “Cross-channel” è la combinazione di molteplici metodi promozionali per garantire che i potenziali clienti procedano senza intoppi nelle varie fasi di acquisto.

Il Cross-channel consiste, di fatto, nell'unire azioni marketing di “push” (spinta verso l'offerta) e “pull” (attirare al carrello) tra i vari canali Facebook, Instagram e Messenger (ed altri ancora come Newsletter ed SMS).

I vantaggi per le PMI.


Di seguito alcuni dei vantaggi reali che una strategia Cross-channel può offrire alle aziende:

Aumenta il coinvolgimento con i clienti - Il marketing “multicanale” consente alle aziende di personalizzare i vari modi in cui si interagisce con il cliente.  Avviando campagne di marketing mirate e pertinenti, le aziende ottengono migliori tassi di risposta e coinvolgimento.

Migliora la fedeltà dei clienti - Il marketing Cross-channel è orientato alla soddisfazione del cliente. Esso riceverà una quantità di informazioni che lo rassicureranno in fase di acquisto migliorandone al contempo la fidelizzazione. 

“Customer Journey senza intoppi” - Il Cross-channel nella strategia di marketing permette di migliorare l'esperienza di acquisto dei propri clienti. Per gli acquirenti sarà facile accedere al supporto; alle informazioni sul prodotto e al servizio clienti, il che rende più piacevole l'interazione con il marchio.

Immagine del marchio migliorata - Il marketing Cross-channel contribuisce significativamente alla soddisfazione generale del cliente. Gli acquirenti soddisfatti hanno un impatto positivo sul marchio di un'azienda in quanto raccomanderanno caldamente i prodotti o i servizi dell'azienda ai loro amici e familiari.

Una migliore comprensione dei clienti - Grazie alle strategie Cross-channel, le aziende possono rapidamente raccogliere informazioni sui propri clienti per poter poi migliorare le offerte a loro dedicate. 

Customer journey e la strategia omnichannel

Customer Journey - l’importanza di una strategia Omnichannel

E-commerce e social media sono divenuti i fondamentali e, a volte, primissimi  punti di contatto tra venditori e consumatori. In questo contesto il digital marketing legato al customer journey ha dovuto evolvere velocemente le iniziali strategie multichannel, abbracciando una maggiore sinergia tra i propri canali.

Alcuni dati

Nel 2017 Square e Mercury Analytics ha condotto un sondaggio su un campione di più di 1000 PMI proprietarie di eCommerce raccogliendo i seguenti dati:

Il 56% possiede anche un punto vendita fisico

Il 21% ha un pop-up store

Il 34% vende attraverso il proprio sito web

Il 25% vende tramite Facebook

Il 16% vende su Amazon

Il 22% vende attraverso altri canali (come ad esempio eBay)

Ulteriori ricerche hanno evidenziato che circa il 74% degli intervistati ha dichiarato che è importante vivere un’esperienza omnichannel coerente durante la fase d’acquisto di un prodotto o di un servizio.  (Secondo Google, inoltre circa l’85% degli utenti online inizia ad acquistare su un dispositivo e termina l’azione su un altro)

Diventa quindi necessario cavalcare questa tendenza rendendo la propria esperienza online il più possibile integrata e user-friendly.

Da dove partire?

Attuare una strategia omnichannel significa sviluppare una presenza online adeguata:

i consumatori si aspettano navigazioni online semplici ed efficaci, poiché già ben abituati alle esperienze di grandi catene (come Amazon, ad esempio).

Gioca un ruolo importante anche la presenza nelle community e nei social media, il che significa ascoltare gli utenti, interagire e condividere contenuti di qualità.

Per arrivare a ciò bisogna “pensare in digitale” innescando quindi un processo di evoluzione culturale che coinvolga l’intera struttura di business della propria attività.

l'ecommerce ai tempi del coronavirus

l'ecommerce ai tempi del Coronavirus

"il coronavirus fa volare l’e-commerce", è così che ha esordito l'agenzia Nielsen. Secondo una loro stima, si registra un +81% per le vendite dei prodotti di largo consumo nella settimana da lunedì 24 febbraio a domenica 1 marzo. Un'importante accelerazione di circa 30 punti percentuali rispetto alla settimana precedente. (questo nonostante i casi di "overpricing" - "prezzi gonfiati" - sulle principali piattaforme per lo shopping online).

Analizziamo meglio la situazione. Le tipologie di prodotti maggiormente ricercate (ed acquistate) sono direttamente legate a due effetti che Nielsen Italia ha nominato rispettivamente effetto "stock” ed effetto “prevenzione e salute”. 

Effetto “stock”

La necessità di acquistare prodotti in quantità per conservarli. I dati nel dettaglio: 

riso (+61,0%);

pasta (+56,7%);

conserve  (+49,2%) e conserve rosse (+48,7%);

farina (+82%)-(con un valore di 6000 tonnellate in più rispetto alla stessa settimana del 2019);

surgelati (+24,1%);

acqua in bottiglia (+19,3%.).

Effetto “prevenzione e salute”

La ricerca di prodotti per proteggersi in questo momento:

alcol denaturato (+347,0%);

candeggina +87,8%);

il parafarmaceutico (+148%);

la carta igienica (+22,7%);

le salviettine umidificate (+260,3%);

i fazzolettini di carta (+31,7%);

sapone per le mani (+83,5%);

saponi intimi (+35,1%).

Il vantaggio nello shopping online è la possibilità di acquistare in qualunque momento della giornata, senza limiti di giorni e di orario. E' un'opportunità non solo per l’acquirente, che può scegliere in tutta calma quando effettuare i propri acquisti, ma anche per il venditore che non si vede mai costretto ad “abbassare” le serrande del proprio negozio.

Per un sito e-commerce non esistono giorni di ferialità ed è possibile gestire gli ordini con estrema facilità, anche durante certi periodi di inattività. Inoltre, per vendere online non è necessario possedere direttamente un magazzino. In molti scelgono il dropshipping, il sistema di vendita che consente di delegare direttamente al fornitore i processi di imballaggio e spedizione.

E' chiaro che una situazione importante come questa del covid19 abbia evidenziato come il digitale e l'e-commerce possa permettere di affrontare meglio questi momenti di difficoltà. le aziende che hanno già affrontato la digitalizzazione, comprendendo il valore strategico delle vendite online, stanno rispondendo meglio alle difficoltà del caso e alle limitazioni emanate dal decreto (ribattezzato #iorestoacasa) del governo in questi giorni di crisi. Mai come in questo periodo fare e-commerce risulta una preziosa risorsa che permette di continuare a lavorare, anche da casa ("smart working").

La situazione che stiamo vivendo non ha precedenti, ma non dobbiamo demordere, possiamo farcela!

Linguistic Studio rimane disponibile per qualsiasi informazione -> info@linguisticstudio.com

Prodotti Google Shooping nei risultati organici

Prodotti Google Shopping nei risultati organici

All'inizio di quest'anno Google ha annunciato il lancio di una nuova sezione tra i risultati organici, dedicata a facilitare la ricerca di prodotti per lo shopping online.

Si tratta di una funzione che si attiva automaticamente quando si lanciano query transazionali su Google da dispositivi mobili.

“Quando acquisti online qualcosa da indossare, come un piumino per l’inverno o scarpe eleganti da abbinare a un nuovo outfit, può essere utile vedere le opzioni di stile in negozi diversi”. Tuttavia, data la quantità di “opzioni online, non è sempre facile sapere cosa c’è là fuori, trovare ispirazione, confrontare le tue scelte e decidere cosa e dove acquistare” - Denise Ho, Product Manager in Google.

Praticamente, Google ha creato questa funzione indicizzando e organizzando i prodotti di oltre un milione di negozi online e aggiornando regolarmente queste informazioni. I dati per la nuova sezione shopping sono raccolti dai file (feed) condivisi tramite Google Merchant Center e i dati strutturati della pagina del negozio.

Google sta lavorando all'estensione delle tipologie di query, categorie, dispositivi e prodotti che attivano il sistema, per rendere sempre più facile per gli utenti trovare i prodotti di cui hanno bisogno in Search e per connetterle con i rivenditori sul Web.

Quindi i siti di eCommerce interessati a comparire nella sezione prodotti popolari dovranno impostare i feed di prodotto in Google Merchant Center o di applicare il markup dei dati strutturati appropriato alle pagine dei prodotti.

La nuova funzione rientra nelle strategie di Google per migliorare le esperienze di ricerca di prodotti e affrontare la crescente concorrenza di Amazon e altre piattaforme ecommerce. Non per nulla, Google ha annunciato di aver acquisito Pointy, startup irlandese che fornisce una soluzione hardware a piccoli negozi locali per gestire un inventario online e caricare prodotti che possono quindi essere mostrati nei risultati di ricerca e in annunci.

Consideriamo anche che il 26% degli acquisti online cominciano su Google, secondo gli ultimi dati. Ora risulta più facile immaginare le potenzialità e i vantaggi che questo nuovo sistema potrà offrire proprio ai proprietari di piccoli negozi, che in questo modo avranno ancora più mezzi per trovare nuovi potenziali clienti sul web.

SEM - Search Engine Marketing

SEM - Search Engine Marketing

Search Engine Marketing (SEM), chiamato anche "search marketing", si riferisce a tutte le azioni di web marketing svolte per migliorare la visibilità e la rintracciabilità di un sito o pagina attraverso i motori di ricerca.

Le finalità delle attività del SEM coincidono con quelle del web marketing, sfruttandone alcune peculiarità, come la possibilità di rivolgersi ad un pubblico che esprime direttamente i propri bisogni attraverso la consultazione diretta dei motori di ricerca (come ad esempio Google,Firefox, Yahoo, ecc...). Anche nel caso del Search Engine Marketing le finalità delle attività pianificate dipendono dalla necessità di raggiungere obiettivi definiti nel piano di marketing.

Tra i principali obiettivi del SEM, utili per le PMI Italiane, possiamo trovare:

1 Incremento della notorietà del marchio attraverso la presenza nei risultati dei motori di ricerca - "Online Branding"

2 Generazione di liste di contatti altamente propensi all'acquisto a partire dai risultati dei motori - "Lead Generation"

3 Vendita diretta online attraverso i motori di ricerca  - "E-commerce"

Vendere Online, da dove partire.

Vendere Online - Da dove partire.

Il digitale offre la possibilità di nuove realtà commerciali, sempre più specifiche e personalizzate. [Basti pensare al "Dropshipping", cioè il modello di vendita grazie al quale il venditore vende un prodotto ad un utente finale, senza possederlo materialmente nel proprio magazzino, nato una decina di anni fa in America.]

Qualsiasi sia il tuo progetto commerciale, le migliori attività e piattaforme si basano su una attenta pianificazione della propria presenza ed azione su web. Gli Step da seguire per una corretta progettazione della tua attività sono i seguenti:

1 Il piano di marketing

2 Analisi della concorrenza su internet e offline

3 Progettazione (o riprogettazione) del sito web

Il piano di marketing

È la struttura portante dell'intero progetto di web marketing. Stendendo il piano, bisogna descrivere chiaramente:

a Quali sono gli obiettivi da raggiungere.

b Qual è il target da colpire.

c Come e con quali tempi s'intende sviluppare l'intera strategia.

d Quali strumenti utilizzare per la promozione del sito e per il suo monitoraggio.

e La definizione di un budget.

f A quali rischi e opportunità si può andare incontro.

Analisi della concorrenza su internet e offline

Fornisce indicazioni precise dei punti di forza e debolezza del progetto web in relazione ai competitors presenti nel mercato virtuale e ai processi funzionali del sito stesso. Attraverso le analisi di benchmarking competitivo, o strategico, si possono evidenziare i punti di forza di siti simili o identici al proprio.

In particolare, l'analisi di un sito può:

a Evidenziare punti deboli e critici al fine di correggerli ed aumentare il tasso di conversione degli utenti (es: sito di commercio elettronico, portali tematici)

b Evidenziare le aree tematiche, per siti multitema (es: portali geografici, portali informativi, siti di commercio elettronico) in cui vi è un'evidente carenza di visibilità nei motori di ricerca

c Identificare i concorrenti più visibili su internet ed analizzarne i loro punti di forza

La Progettazione del sito web

Tenendo conto delle soluzioni più coerenti ed idonee in base alle proprie necessità aziendali, i passi da seguire sono:

a Raccolta e realizzazione dei contenuti e delle informazioni da pubblicare

b Classificazione e organizzazione delle informazioni all'interno del sito

c Progetto grafico e l'interfaccia di navigazione

d Scelta e l'implementazione delle tecnologie necessarie

E' proprio qui che Linguistic Studio opera. Ti accompagnamo da una posizione "Zero" (Totalmente Offline) ad una "Cento" (Sito web operativo sincronizzato con le vetrine dei principali social e marketplaces). Offriamo una prima consulenza, gratuita, dove ti aiutiamo a capire che direzione prendere con la tua attività.

Vuoi saperne di più? Contattaci -> info@linguisticstudio.com

SoLoMo Il punto di partenza

Si scrive So.Lo.Mo. e si legge Social, Local, Mobile.Tre parole che dovrebbero essere ben note alle Piccole e Medie Imprese italiane per le opportunità commerciali che sono in grado di generare attraverso la loro integrazione ed il loro utilizzo consapevole. E' stato il punto di partenza delle strategie di marketing che si sono concretizzate molto presto nel ROPO (Research Online, Purchaise Offline) e poi, più recentemente, nei Micro-Moments

So.Lo.Mo. E’ un concetto del Marketing, nato una decina di anni fa, dedicato a strategie legate a questi indicatori:

Social = per creare un punto di incontro (engagement) tramite alcuni contenuti come consigli (tips), condivisioni (share) e offerte (offers) e promozioni.

Local = Sono le informazioni del luogo esatto dell'azienda. Serve per essere reperibili (findability) e dove si fanno gli affari (deals)

Mobile = Il mezzo dove si "muove" l'utenza. Gli smartphone, utilizzati per l’84% del tempo per le ricerche online o inviare mail e solo per il restante 16% per telefonare, veicolano l'azione.

Consideriamo, in fine, anche questi altri dati: circa il 60% degli utenti naviga facebook dal proprio smartphone e il 40% di utenza usa le mappe di Google. Risulta chiaro il vantaggio che si può avere, migliorando ed ampliando la propria presenza Online, nel raggiungere nuovi potenziali contatti.

Cos'è ROPO? Migliorare la propria presenza Online

Cos'è "ROPO"?

"ROPO", o "effetto" ROPO", è l'acronimo di Research Online, Purchase Offline - “ricercare online, acquistare offline“. Quindi ROPO descrive il processo in cui l’acquirente si informa in rete su un prodotto e poi effettua l’acquisto in un negozio vero e proprio.

Questo fenomeno è anche chiamato webrooming, mentre il fenomeno inverso viene chiamato showrooming, ovvero quando i clienti ricercano informazioni offline, per poi acquistare un prodotto Online (comparando le diverse offerte.)

Secondo uno studio di Google, già nel 2011 quasi il 38% dei consumatori ha effettuato ricerche online per poi acquistare il prodotto offline. Infatti con l'uso crescente di Internet su smartphone e tablet si può cercaree confrontare i prezzi, mentre si è intenti a fare shopping.

Questa tendenza negli usi del consumatore ha creato una nuova sinergia tra e-commerce e negozio fisico.

Seguendo l'effetto ROPO, impegnarsi a migliorare la propria presenza online risulta particolarmente vantaggioso. Così facendo si presenta online il proprio negozio e soprattutto si rendono disponibili i prodotti ricercabili online anche in negozio. 

Tra le informazioni più importanti da comunicare rientrano:

1 Un catalogo completo di prodotti (organizzati in un sito)

2 Disponibilità degli articoli

3 Orari di apertura e chiusura

4 indicazioni stradali e di parcheggio dell'attività

5 Contatti telefonici e online (per prenotazioni ed assistenza)

Noi di Linguistic Studio propongono soluzioni comode e personalizzabili per le diverse situazioni, offrendo una prima consulenza. Accompagnamo, passo per passo, le attività commerciali in un contesto online dove ogni canale (e-commerce, marketplaces e social) è sincronizzato e seguito per migliorarne la presenza su internet.

Customer Journey e Mobile

Quanto incide il mobile nel viaggio del consumatore? Secondo uno studio condotto da Google, una persona consulta il proprio smartphone circa 150 volte al giorno la cui sessione, mediamente, può durare circa 70/80 secondi.

Google ha definito questo fenomeno come "micro-moment", cioè il soddisfare un bisogno momentaneo attraverso una consultazione online. 

Questi "micro-momenti", nel marketing, sono paragonabili ai touchpoint del Costumer Journey.

Costruire una strategia su questi micro-moments significa prima definire bene quali sono questi momenti:

1 I-want-to-know-moment (voglio conoscere) - è legato all’esigenza dell’utente di approfondire e ricercare informazioni su un prodotto o servizio, su temi e argomenti ad essi correlati;

2 I-want-to-go-moment (voglio andare) - il forte bisogno di recarsi fisicamente presso un certo punto vendita per acquistare un prodotto o servizio;

3 I-want-to-do-moment (voglio fare) - il momento in cui gli utenti cercano e apprezzano un aiuto concreto su come ottenere un certo risultato;

4 I-want-to-buy-moment (voglio acquistare)  - l’utente è pronto ad effettuare un acquisto. In questo momento ha bisogno di essere guidato nella scelta su come e dove acquistare.

Impostare una strategia legata ai micro-moments permette di accrescere la propria conoscenza del cliente e migliorarne le interazioni e la fidelizzazione.

Cos'è il Customer Journey?

Con il settore del ecommerce e del social commerce sempre più in aumento, le nuove potenzialità del digitale offrono la possibilità di migliorare la propria presenza propria presenza in internet.

Quindi come fare ad attirare nuove persone al proprio sito o alla propria pagina?

Partiamo dal presupposto che, in Internet, quello dell'utenza, è una sorta di "viaggio". Nel marketing il "Costumer Journey" (viaggio del consumatore) è il tracciamento e l'analisi del rapporto tra consumatore ed azienda.

Esso prevede cinque tappe fondamentali (touchpoint) da comprendere:

1 Consapevolezza (awareness): il consumatore è consapevole di poter trovare in un prodotto la soluzione al suo problema o la risposta a un suo bisogno. 

Il prodotto viene proposto da una o più aziende e il consumatore ne è venuto a conoscenza attraverso diversi canali (sito, email marketing, social network, online ads, ecc...);

2 Famigliarità (familiarity): il prodotto diviene familiare e quindi riconoscibile nell’ampia gamma di opzioni offerte;

3 Considerazione (consideration): qui il consumatore si trova a scegliere fra le diverse marche e a giocare un ruolo importante sono le caratteristiche del prodotto e il prezzo.

In questa fase il consumatore ricerca attivamente informazioni;

4 Acquisto (purchase): dopo un certo periodo, più o meno breve, è riuscita a trasformare un bisogno in un acquisto (effettuato attraverso lo store locale, piattaforma ecommerce o in un marketplace);

5 Fedeltà (loyalty): fare in modo che il consumatore diventi fedele al brand .

Il ruolo chiave spetta alla capacità dell’azienda di suscitare interesse con prodotti correlati e con assistenza post-vendita (assistenza, social network, ecc...).

Perchè sincronizzare il proprio e.commerce con le terze parti

Sincronizzare il proprio e.commerce con marketplace è funzionale al essere il più possibile presenti nei diversi ambiti della rete. Le sincronizzazioni di un e.commerce verso terze parti coinvolgono diversi aspetti dell'allineamento dei contenuti. a tal riguardo, Si può parlare di sincronizzazioni ridondanti e sponsorizzate.

Le sicronizzazioni ridondanti permettono il posizionamento con messa in vendita del prodotto su i principali marketplaces. Si tratta di posizionamenti di prodotti su Amazon, ebay, alibaba, etzy ecc. in questo caso la piattaforma di posizionamento ha un carrello proprietario e scoraggia la comunicazione dell'ecommerce di provenienza.

La sponsorizzazione del prodotto è a carico del marketplace che riceve una piccola commisione fissa ed una significativa commissione sul venduto. I posizionamenti sponsorizzati invece sono focalizzati sulla  comunicazione del proprio e.commerce dove viene finalizzata la vendita. Le sponsorizzazioni vengono generalmente pagate sul clic e possono essere orientate al lead o al remarketing, sia per mezzo di motori di ricerca che di social. Il lead è una sponsorizzazione proveniente dal motore di ricerca o dal Social finalizzata a generare traffico su una pagina di atterraggio del sito che può essere una scheda prodotto o una pagina di iscrizione ad un servizio. Il lead si verifica laddove il cliente precedentemente sconosciuto, viene raggiunto da un messaggio e da lì invitato a cliccare sull'annuncio, atterrare nella pagina di chiamata all'azione e convertirsi in una vendita o iscrizione. Le campagne di remarketing invece sono focalizzate ad effettuare azioni di upselling e cross selling.

il remarketing in upselling si verifica qualora un utente dopo aver visistato il nostro sito raggiunto da un messaggio successivo sia in ambito social che nella rete di ricerca fa un azione che aumenta il valore della precedente posizione di acquisto. Il cross selling, che viene invece impostato sul venduto, è un'azione che aumenta il valore dell'acquisto precedente. Per esempio un utente che acquista un paio di scarpe viene raggiunto da un messaggio successivo che lo informa di un offerta per la lucidatura delle scarpe precedentemente acquistate.

Perchè sincronizzare il proprio e.commerce con Amazon

Amazon è un e.commerce che vende prodotti propri ma è anche un market place virtuale dove  utenti internazionali possono mettere in vendita i propri prodotti.

Amazon si divide principalmente in 2 aree: Seller, Vendor.

Seller è la parte di Amazon aperta ai riventidori che possono posizionare online i propri prodotti. L'area Vendor è, invece, dedicata ai produttori . Nei confronti dei Vendor Amazon può diventare anche un rivenditore diretto che acquista e rivende in prima persona. Amazon per la messa in vendita dei prodotti di terze parte richiede una provigione di circa il 15% rispetto al prezzo del venduto. Inoltre c'è una tariffa fissa mensile per l'utilizzo della piattaforma.

Sync permette la pubblicazione automatizzata dei prodotti tra sitoweb ed Amazon mantenenedo allineate le disponibilità tra le diverse aree del marketplace. 

Le aree di vendita Amazon per l'Europa sono 5: Italia, Germania, Regno Unito, Francia, Spagna e recentemente Olanda. La messa in vendita del prodotto è basata sulla base di codificazione Ean. L'univocità dell'Ean permette una facile comparazione di prezzo in modo da proporre una vendita competitiva. Sync oltre alla messa in vendita su regione Europea permette anche la vendita su le regioni USA e Giappone.

Il principale vantaggio di essere presenti in Amazon consiste nel poter promuovere i propri prodotti con spese di sponsorizzazione che sono a carico del Marketplace che a sua volta viene remunerato sul venduto.

Nel primo periodo di vita di un e.commerce proprietario, l'allineamento con il marketplace rappresenta un modello di avviamento sostenibile.

GS1 – Linee guida per il commercio elettronico da smartphone e tablet

Gli elementi essenziali che devono essere presenti in una “MOBILE READY HERO IMAGE” (MRHI)

GS1, Global Standard – l’ente internazionale di riferimento per definire le modalità di comunicazione B2B e B2C relative a beni e servizi – ha pubblicato una guida volta a definire un modello sul come presentare le offerte online.
Questa GUIDA si occupa dei problemi relativi alla presentazione di prodotti in contesti di vendita principalmente su schermi piccoli (smartphone), tipicamente a fianco delle funzioni di aggiunta al carrello.
Questo lavoro trova la sua motivazione nel cambiamento delle vendite on-line, che stanno passando dal computer allo smartphone, per il fatto che i consumatori scelgono sempre più questo ultimo come strumento per l’acquisto, anche per prodotti di largo consumo.

Questo cambiamento presenta specifici problemi per i proprietari dei marchi e per i venditori:

1.       Lo spazio fisico (ridotto) dello scaffale digitale su schermo.

2.       Il “momentum scroll” che è la capacità di scorrere rapidamente attraverso una lista, in modo semi-indipendente dal movimento del dito dell’utente.

3.       Il comportamento del consumatore che, per i beni di consumo confezionati ed altri elementi di approvvigionamento, tende ad avere un tempo di attenzione molto limitato; ovvero prende decisioni più o meno immediatamente.

I fattori della limitata grandezza dello schermo e della scarsa attenzione aumentano molti dei problemi già riscontrati negli ambienti desktop della vendita e possono condurre facilmente ad un’esperienza di consumo insoddisfacente:

·         Frustrazione per non essere in grado di trovare i prodotti cercati

·         Confusione nella scelta del prodotto

·         Ordini sbagliati per grandezza e quantità dei prodotti

La guida innanzitutto è finalizzata a migliorare l’esperienza del consumatore e non a limitare la creatività e la competitività dei marchi e dei venditori.

 

DEFINIZIONE

Una “Mobile Ready Hero Image” (MRHI) è una rappresentazione di un prodotto del mondo reale che può essere diversa dalla foto del pacchetto standard, ma che mantiene la maggior parte degli elementi chiave  del design dei pacchetti fisici, forma e colore, e che quindi è riconoscibile in uno scaffale digitale.
L’immagine dovrebbe includere, o essere associata con, elementi chiave che i consumatori normalmente usano quando  prendono decisioni di acquisto o scelgono il prodotto corretto, visti i risultati delle ricerche.

 

LE 4 “W” (ELEMENTI CHIAVE)

La definizione di una MRHI include riferimenti “agli elementi chiave che i consumatori sono soliti usare quando prendono decisioni di acquisto”. La ricerca condotta da diverse organizzazioni su cosa costituisca un elemento chiave ha portato alla definizione delle 4 “W”:

1.       WHO IS THE BRAND: (Qual è il marchio?) – Il nome del marchio (BRAND NAME sul vocabolario del web di GS1) è il nome riconoscibile usato dal proprietario di un marchio per identificare in modo univoco una linea di prodotti o servizi. Esso è riconoscibile dal consumatore. Ci può essere inoltre un sotto-marchio: il secondo livello del marchio, che può essere un marchio commerciale. Il sotto-marchio è il fattore primario di differenziazione che il proprietario di un marchio vuole comunicare al consumatore o acquirente.

2.       WHAT IS IT: (Che cosa è?) – Qual è il tipo di prodotto? È uno shampoo, cibo per gatti, un gelato, un soft-drink ecc. ecc. Il nome funzionale (FUNCTIONAL NAME sul vocabolario del web di GS1) dovrebbe aiutare a chiarire la classificazione del prodotto: per esempio “mistura” (per la cura della persona) o multi-superficie (per i prodotti di pulizia). Per molti prodotti questa informazione sarà convogliata visivamente e non con del testo; non c’è bisogno di sottolineare con la parola “acqua” una bottiglia d’acqua per esempio.

3.       WHICH VARIETY IS IT: (Qual è la varietà?) – La descrizione della variante (VARIANT DESCRIPTION sul vocabolario del web di GS1) concerne le caratteristiche distintive che diversificano i prodotti con lo stesso marchio e dimensioni includendo elementi che possono essere il gusto, la fragranza o il sapore. “Fermo o frizzante” è un esempio specifico per le bevande.

4.       HOW MUCH OF IT IS THERE: (Qual è la quantità contenuta?) – Il contenuto netto (NET CONTENT sul vocabolario del web di GS1): la quantità di prodotto contenuta da un pacco, normalmente come indicato dall’etichetta stessa. Per esempio, 750ml di un liquido o di un gel; il numero di pannolini in un pacco, il numero di lavaggi che un detersivo in polvere permette ecc. ecc. In caso di confezione multipla è importante poter stabilire quanti elementi individuali sono contenuti così come la grandezza, il peso e la quantità di ciascuno di loro.  Per prodotti commerciali a valore fisso, usare il valore indicato sulla confezione, per evitare il problema del tasso variabile di riempimento che nasce con qualche prodotto venduto per volume o peso, e per i quali il contenuto effettivo può variare leggermente da partita a partita. In caso di prodotti a quantità variabile, il contenuto netto indica la quantità media.

In alcuni casi le 4 W potrebbero dover essere integrate per offrire informazioni sufficienti per prendere decisioni di acquisto. In “qual è la varietà” si potrebbe dover includere un intervallo di età di destinazione, come per esempio “gattini da 0 a 6 mesi di età”. Ed allo stesso modo “la quantità” potrebbe dover coprire dimensioni multiple come per esempio il numero di fogli o la lunghezza totale di un rotolo di carta igienica. In queste circostanze sarà necessario aggiungere informazioni aggiuntive rispetto alle 4 W.

Seguono esempi di elaborazioni corrette di immagini e testi eseguite seguendo le linee guida di GS1.

Perché essere presenti sui principali marketplace (Amazon ed Ebay)?

Dal momento che una ditta decida di cominciare ad utilizzare l'e-commerce essa vorrebbe di certo iniziare a vendere, oppure vorrebbe incrementare le sue vendite, utilizzando però i nuovi "canali" dell’on-line.

Ogni realtà economica ha però le sue caratteristiche, che la distinguono da tutte le altre, e per questo l'attività di vendita on-line richiede un'inziale attenta e scrupolosa attività di analisi, per individuare esattamente quelle che possono essere le migliori mosse da compiere: ovvero dovrà essere preventivamente analizzata la situazione del marketing di questa azienda e creato un Business Plan dedicato all’e-commerce.

Infatti esistono diversi modi per entrare nel commercio elettronico e sono 3 principalmente le vie che consentono che avvenga questo ingresso; ma all’aumentare dell’efficacia del mezzo aumentano inevitabilmente i costi in un trade-off classico tra costi ed efficacia.

  1. ORGANICO: il primo modo di proporsi al mercato è quello di sfruttare semplicemente la propria presenza sul web, con un proprio sito e-commerce e con l’essere presenti ad esempio sui principali social (Facebook, Instagram, Pinterest. Linkedin ed altri per esempio). Questo insieme di attività consente di essere presenti comunque sul web e sui risultati delle ricerche fatte da potenziali utenti sui principali motori di ricerca, ma difficilmente consentirà di cominciare a vendere fin da subito. L’indicizzazione organica è un’attività a medio lungo termine che riguarda l’ottimizzazione delle pagine e dei contenuti del sito.
  2. SPONSORIZZAZIONI: un secondo modo di aumentare la propria visibilità sul web, e quindi di accrescere la potenzialità di ricevere risultati a breve termine, consiste nello sponsorizzarsi a pagamento su Google, Facebook o altri operatori, per apparire nei risultati di ricerca degli utenti in maniera il più possibile targettizzata. Queste attività richiedono una pianificazione economica ma consentono di avere immediate conversioni in vendite. In particolare ogni sito che consente sponsorizzazioni ha le sue peculiarità, e ad esempio Facebook permette di targettizzare al meglio il pubblico destinatario delle offerte commerciali, mentre Google risponde più ad una esigenza già emersa da parte del pubblico, ovvero risponde nel momento in cui già avviene una richiesta e si è già dimostrato un interesse verso qualcosa.
    Le sponsorizzazioni sono strumenti validi, per rafforzare il traffico organico e targettizzare la propria odience. In fase di apertura di un e-commerce rappresentano una valida soluzione per avviare il proprio business online.
  3. MARKETPLACE: rappresentano un ulteriore possibilità di accelerazione del proprio business. Marketplace come Amazon ed Ebay rappresentano “Il Mercato” nel senso che in essi è possibile che un brand acquisisca tutte quelle caratteristiche e potenzialità di fare vendite, che tutti gli altri strumenti non permettono. Le loro strutture, all’apparenza semplici e spartane, hanno raggiunto alti livelli di complessità. Questo implica che oltre ad adattarsi alla perfezione alle esigenze di venditori ed acquirenti (nelle loro diverse tipologie e nei loro vari modi di agire) sono in grado di offrire un insieme davvero grande e raffinato di servizi aggiuntivi, che coinvolgono ad esempio l’internazionalizzazione del brand, la sua notorietà e la sua affidabilità. Il sistema è organizzato in un insieme di “piazze” in lingue diverse, e fra i suoi pilastri c’è sempre l’aspetto delle recensioni. Le recensioni sono importanti e raramente funzionanti al di fuori dei Marketplace come Ebay ed Amazon.
    I costi per essere presenti su queste piattaforme possono però essere anche particolarmente gravosi (vanno dal 15% al 40% del ricavo), ed esserci richiede una attenta valutazione preventiva come indicato nell’introduzione a questo articolo.

Ecco dunque spiegato perché una realtà economica dovrebbe pensare ad essere presente sui Marketplace qualora voglia intraprendere la via del commercio elettronico.

Noi di Linguistic Studio abbiamo una serie di strumenti che consentono alle realtà che si affacciano sul mondo del commercio elettronico e dei Marketplace, di poter svolgere la loro attività di vendita nel migliore dei modi. Come si sa infatti ci sono delle criticità che potrebbero emergere in questo contesto ed in questa tipologia di vendita.

Ad esempio, come detto, Amazon ed Ebay si sono organizzati in più negozi (siti internet) autonomi per le diverse zone geografiche e le diverse lingue. Ebbene gli strumenti informatici di Linguistic Studio (Ebay-Sync e Amazon-Sync) consentono di pubblicare o modificare i prodotti sul proprio e-commerce in modo tale che tali pubblicazioni o modifiche avvengano anche su Ebay o Amazon in modo automatico.

Ma non solo: grazie a questi stessi strumenti i vari punti vendita (cassa, e-commerce, Marketplace) saranno sempre sincronizzati, in modo di evitare che on-line siano ancora disponibili prodotti ormai venduti altrove (per esempio in negozio) e viceversa.

Se poi l’azienda che si rivolge a noi ha già un gestionale interno, i nostri strumenti (LS Notification) consentono di risparmiare ulteriormente tempo, perché essi si allineano a questi gestionali: con un sistema di importazioni ed esportazioni di dati rendono il passaggio al commercio elettronico più economico, soprattutto in termini di tempo.

Quando si comincia e si vuole entrare nei Marketplace è anche importante sapere a quale livello di digitalizzazione è già l’azienda che vuole fare questo passo. Quando c’è un gestionale i prodotti potrebbero o meno essere già stati digitalizzati.

La nostra azienda vi segue da questo momento inziale: dal momento cioè in cui è importante fare le foto ai prodotti e digitalizzarli per poterli inserire nel database, specie se l’azienda che lo richiede non aveva già fatto questo o non aveva un gestionale interno. Linguistic Studio continuerà poi comunque ad occuparsi dei suoi clienti in modo continuo e costante con una fase di assistenza e supporto, per andare incontro alle esigenze che potrebbero manifestarsi.

LINGUISITC STUDIO ED I MARKETPLACE

Amazon ed Ebay

COSA SONO? PERCHE’ USARLI? QUAL E’ IL MIGLIORE?

IL RUOLO DI LINGUISTIC STUDIO

 

 

AMAZON ED EBAY

AMAZON è stato fondato nel 1994 da Jeff Bezos ed è oggi la più grande Internet Company del mondo.
E’ nata come LIBRERIA ONLINE ed infatti nel 1997 AMAZON definiva se stesso come “la più grande libreria del mondo”. Sempre nel 1997 cominciò la sua quotazione in borsa. In poco tempo ha allargato l’offerta dei suoi prodotti aggiungendo DVD, CD musicali, elettronica, software, abbigliamento, mobilia, giocattoli, cibo ed altro. Attualmente AMAZON.IT è il primo e-commerce d’Italia.
E’ oggi uno dei più grandi retailer del mondo: nel secondo trimestre del 2017 ha registrato vendite per 37,96 miliardi di dollari.


amazon

EBAY fu lanciato durante lo stesso periodo di Amazon (1995) e si quotò in borsa dal 1998. Inizialmente Ebay si occupava di vendite all’asta via web rispettando la sua mission di diventare “la più grande comunità di commercio online tra persona e persona”. Quindi fin dall’inizio Ebay poteva essere usata da venditori principianti o part-time, diversamente da Amazon in cui sono sempre stati presenti solo venditori professionisti.
Nel secondo trimestre del 2017 il volume di vendite realizzate su Ebay ha raggiunto 21,5 miliardi di dollari, poco più della metà di quelle di Amazon.

ebay

 

PERCHE’ USARE QUESTI MARKETPLACE

I motivi per cui si potrebbe scegliere di utilizzare queste due piattaforme non sono prettamente di ordine tecnico. I 2 marketplace tra l’altro a livello tecnico ed informatico sono piuttosto “semplici” per non dire che forse hanno anche alcune lacune da questo punto di vista.
Piuttosto Ebay ed Amazon dominano il mercato perché sui loro siti hanno saputo attrarre una “massa critica” di clienti e perché questa dimensione li ha trasformati da piattaforme in veri e propri mercati.
Ebay ed Amazon sono mercati nel senso che in essi si possono incontrare la domanda rappresentata dai clienti (ovvero le persone che frequentano il sito alla ricerca di cose da comprare) e l’offerta dei negozianti che mettono in vendita i prodotti.
Dal punto di vista del venditore utilizzare una di queste piattaforme potrebbe essere sicuramente una scelta conveniente per una ragione essenzialmente: sui marketplace il costo delle visite è a carico del marketplace stesso e non del venditore. I costi per partecipare partono da circa 30,00 € mensili con commissioni aggiuntive sulle vendite di circa il 15%, in cambio questi grandi mercati online offrono visite di qualità ed alti volumi di visualizzazioni; specie se confrontate alle visite che un e-commerce potrebbe generare da solo, in particolare durante la fase di primo avviamento.
La qualità delle visite è però forse l’aspetto più importante perché essa aumenta il cosiddetto “tasso di conversione”, diminuendo di conseguenza il costo della vendita: ed è per questa ragione che è preferibile essere visitati dalle “persone giuste” piuttosto che da “tante persone”.
Soprattutto i maggiori marketplaces attraggono proprio i clienti che vogliono comprare (ed infatti il tasso di conversione medio è in genere superiore in essi rispetto agli e-commerce di proprietà dei singoli merchant).
Come sempre, per avere successo è necessario offrire i prodotti il più possibile brandizzati o che attraggono considerevoli numeri d ricerche online.
Una volta che si comincia ad usare questi marketplace bisogna rispettare alla lettera le loro regole, e soprattutto bisogna prendersi l’impegno di interagire con i clienti offrendo loro una qualità molto elevata in termini di “customer service” (servizio clienti).
Bisognerebbe evitare in particolar modo di ricevere feedback negativi e invece cercare di ottenere recensioni il più possibile positive.
La differenza tra Amazon ed Ebay è anche nella quantità di feedback che i clienti rilasciano ai prodotti e dalla meticolosità della recensione, cosa dovuta alla diversa natura e specializzazione dei 2 marketplace.
Su Amazon l’acquirente che rilascia un feedback è circa 1 su 50. Su Ebay è 1 su 5. Ed anche di questo bisogna tener conto.

 

LINGUISTIC STUDIO ED I MARKETPLACE

Quindi aldilà della presenza sul marketplace è importante considerare anche in quale modo viene poi gestita tutta la logistica ed il rapporto col cliente, fino anche all’assistenza ed al marketing post-vendita.
Buona parte del lavoro del commercio elettronico infatti concerne la logistica: dalla gestione del magazzino, all’attività di spedizione, dal rispetto dei tempi necessari per spedire la merce (che devono coincidere il più possibile con quanto preventivamente dichiarato) alla gestione dei resi, dall’assistenza post-vendita fino alla generazione di fidelizzazione nei clienti già acquisiti, anche attraverso pubblicità e comunicazioni mirate.
Proprio in questo contesto LINGUISITC STUDIO può offrire un valido sostegno attraverso la sua esperienza nel rendere integrate le varie piattaforme di commercializzazione dell’azienda: Linguistic Studio con le sue applicazioni sincronizza il sito e-commerce ed i principali marketplace. Parliamo di EBAYSYNC e di AMAZONSYNC in questo caso. In questo modo tutta la fase logistica viene facilitata, ed inoltre coordinata con il magazzino ed il negozio reale. Tutto questo per evitare di avere spiacevoli sorprese, nella speranza invece di ricevere dei feedback positivi, per acquisire nuovi clienti e fidelizzare i vecchi.

logistica

 

QUAL E’ IL MIGLIORE MARKETPLACE?

A meno che non li si giudichi solamente basandoci su volume di vendita e numero di clienti, per rispondere a questa domanda ognuno prima dovrebbe prendere in considerazione gli aspetti soggettivi e specifici.
Amazon è senza dubbio una potenza mondiale dell’E-commerce con i suoi 300 milioni di clienti. Nonostante i clienti di Ebay siano solo la metà circa di quelli di Amazon, rimangono molte opportunità per i venditori su Ebay, soprattutto per quelli che offrono prodotti vintage o di nicchia, i quali non vanno molto d’accordo con la rigida struttura di Amazon.
Per cui in conclusione la risposta alla domanda (quale marketplace scegliere?) è aperta. Dipende dal prodotto che si vuole vendere, dalle marginalità che si possono ottenere, dalla capacità di gestire tutto l’aspetto della logistica, dalle abitudini di acquisto degli stessi clienti.

I dati sull'e-commerce in Italia nel 2018-2019

I dati sull'e-commerce nel nostro Paese nel biennio 2018-2019

In Italia la diffusione dell’uso di internet tra la popolazione ha raggiunto quota 70% registrando, nel mese di dicembre 2018, una media di 42,3 milioni utenti unici nel mese, che si connettono sia da fisso che da mobile.
Diminuisce la navigazione da desktop (da 35,4 a 28,4 milioni di utenti unici al mese), mentre il mobile rimane costante e viene utilizzato mensilmente dal 67% della popolazione. Rispetto allo scorso anno il dato sembra più basso, ma la fetta di popolazione è stata ampliata, includendo anche i bambini dai 2 agli 11 anni e le persone sopra i 74 anni per il device desktop.

Nel 2018 il mercato e-commerce B2C in Italia ha generato un fatturato di 41,5 miliardi di euro, crescendo complessivamente del 18% rispetto al 2017, più di quanto fatto l’anno precedente.
I consumatori online sono circa 38 milioni, ovvero il 62% della popolazione e si prevede che entro il 2023 raggiungeranno quota 41 milioni. Nonostante la crescita registrata negli anni, la percentuale di popolazione che acquista online è più bassa rispetto agli altri Paesi europei (ad esempio è del 93% in UK, 91% Paesi Nordici e Paesi Bassi, 88% Germania, 84% Francia e Spagna e 71% Polonia).
In Italia lo smartphone viene utilizzato dagli shopper online molto di più che nel resto d’Europa.
L’85% della popolazione web infatti usa il mobile per fare shopping. Il 34% lo usa spesso e il 14% sempre.

 

Distribuzione dei fatturati nel 2018

Il tempo libero è il settore che continua a detenere la fetta più grande del fatturato e-commerce (41,3%), seguito dal Turismo (28%). Mentre il primo prosegue rapido la sua crescita anche grazie al gioco online, il secondo si attesta su un +9% a dimostrazione della maturità del settore.
I Centri commerciali continuano la loro crescita (+39%), raggiungendo quota 14,5% contro il 12% di fatturato dello scorso anno. Il trend è dettato soprattutto dai grandi player internazionali.
Rispetto alla crescita anno su anno, si evidenzia il +23% dei settori Salute e bellezza grazie al beauty, ma anche alla proliferazione delle farmacie online, mentre Moda cresce del 18%.
Elettronica di consumo, Casa e arredamento e Alimentare crescono del 17%, quest’ultimo grazie al largo consumo ma anche al food delivery.
Tornando alla distribuzione del fatturato e-commerce ai tre settori big seguono: Assicurazioni (4,9%), Elettronica (3,3%), Alimentare (2,8%), Moda (2,2%), Editoria (1,9%), Casa e arredamento (0,8%) e Salute e bellezza (0,3%).

Fonte: Casaleggio ed associati, 2019

E-commerce Italia 2018 - Fatturato per settori

prospettive fatturato e-commerce italia 2019

Commissione Europea: più diritti per consumatori e venditori online

L’11 aprile, la Commissione europea ha proposto una nuova norma che mira a tutelare sia i consumatori che i venditori del mondo e-commerce. Il cosiddetto “new deal”, diviso in 5 punti, mira ad aumentare la sicurezza durante le transazioni online e la trasparenza durante le comunicazioni tra cliente e venditore, dando la possibilità all’utente finale di sapere in maniera precisa se sta comprando da un privato o da un’impresa ed avere diritto a più protezioni in caso di frode. Questa proposta inoltre andrebbe ad abolire gli obblighi a carico dei venditori riguardo al diritto di recesso del consumatore.

1) Rafforzare i diritti dei consumatori online

Più trasparenza

In caso di acquisto online, i consumatori dovranno essere chiaramente informati se un prodotto o servizio è venduto da un privato o da un professionista.In caso di ricerca online, i consumatori dovranno essere chiaramente informati se un prodotto è stato sponsorizzato da un professionista o meno.

Nuovi diritti

Estensione del diritto di recesso anche a servizi gratuiti: il cliente potrà quindi recidere il contratto e quindi cancellare l’account liberamente anche da servizi che non richiedono un pagamento.

2) Dare ai consumatori gli strumenti per far valere i loro diritti e ottenere un risarcimento

Ricorso di gruppo a pratiche di commercio illecite

Sarà data la possibilità, in seguito a pratiche di commercio sleali, di fare ricorso e chiedere un risarcimento o una riparazione tramite gruppi come una associazione consumatori. Questa possibilità è già presente in alcuni stati europei, per cui sarà standardizzata ed estesa a tutti gli stati membri. Sarà inoltre data una regola comune anche per le richieste di rimborso o riparazione individuale, per le quali, al momento, non c’è una normativa comune.

3) Introdurre sanzioni efficaci per le violazioni del diritto del consumo dell'UE

Sanzioni standard per tutti gli stati europei

Attualmente non esiste una normativa unica per sanzioni in questa categoria e spesso le sanzioni non sono abbastanza elevate da avere dissuadere i trasgressori. La normativa andrebbe a regolamentare in maniera univoca per tutti gli stati membri le sanzioni, fissando una sanzione massima pari al 4% del volume d’affari annuo del professionista. Gli stati potranno tuttavia imporre anche percentuali massimali più elevate.

4) Contrastare le differenze di qualità nei prodotti di consumo

Protezione contro copie di diversa qualità

Si andrà a dare la possibilità alle autorità nazionali di valutare e contrastare attivamente la vendita di prodotti “copia”, ovvero che se pur all’apparenza sembrano essere identici ad altri, hanno in realtà caratteristiche e composizioni diverse.

5) Migliorare le condizioni per le imprese

Protezione contro i resi di prodotti usati e restituiti

La norma abolirebbe, oltre ad altri oneri, gli obblighi da parte dell’impresa riguardanti il diritto di recesso del consumatore. I clienti inoltre non potrebbero più effettuare resi per prodotti già usato e non solo provati, dando inoltre il diritto all’azienda di effettuare il rimborso solo in seguito alla riconsegna del prodotto.

Maggiore flessibilità nella comunicazione

Le imprese potranno utilizzare anche altri metodi per comunicare con i clienti, come live chat o moduli, semplicemente il cliente dovrà avere la possibilità di ricontrollare le comunicazioni precedenti, esattamente come le email.

In conclusione

Se questa normativa sarà approvata, in seguito alla discussione in Parlamento e Consiglio europeo, porterà nuovi diritti, più trasparenza e protezioni per i clienti da pratiche di vendita poco lecite, ma anche protezione per i venditori da pratiche di reso scorrette degli acquirenti. Se avete dubbi, curiosità o semplicemente volete parlare con noi di questa nuova proposta normativa, fatecelo sapere su Facebook o Linkedin, saremo felici di rispondervi ed instaurare un discorso.

Perchè è importante fornire spedizioni veloci e tracciate

Se qualche anno fa bastava avere il prezzo più basso del mercato per essere sicuri di vendere online, adesso la situazione è decisamente diversa ed oggi ne capiremo il motivo

Amazon: amico-nemico

Uno dei più grandi alleati del commercio elettronico, per quanto possa sembrare assurdo, è anche il più grande competitor di qualsiasi piattaforma di ecommerce esistente. Il colosso della vendita online ha impostato degli standard che ben poche imprese riescono a eguagliare. Grazie ad una infrastruttura logistica organizzata ed a servizi come Prime, riesce a fornire spedizioni gratuite entro le 24 ore. Senza dimenticare poi servizi come Pantry per le spedizioni di beni deperibili ed i Dash Button, piccoli pulsanti collegati alla rete wireless di casa che alla pressione effettuano l’ordine di una quantità prefissata di un determinato prodotto, il tutto configurato in precedenza. Amazon ha anche affermato che Prime Air, ovvero le spedizioni tramite droni, potrebbero essere più vicine di quello che pensiamo, essendoci già i primi test pratici nel Regno Unito. Quest’ultimo servizio potrebbe garantire addirittura la spedizione entro un’ora dall’ordine.

Questo ovviamente non deve minimamente scoraggiare l’apertura di un proprio negozio online, ma deve far riflettere sulla situazione attuale del commercio elettronico, un mondo fatto di spedizioni sempre più veloci e clienti sempre più impazienti

Ed Ebay che fa?

Il secondo marketplace più conosciuto al mondo, anche se non fornisce la struttura logistica di Amazon, si sta ugualmente adeguando al mondo delle spedizioni veloci, fornendo la possibilità ai propri venditori di usufruire di tariffe agevolate con i corrieri grazie al Gestore delle Spedizioni. Questo servizio permette, anche a venditori che non hanno abbastanza volume da poter concordare dei contratti vantaggiosi con i corrieri, di poter avere prezzi di spedizione competitivi o quantomeno standardizzati rispetto agli altri venditori.

Ma è davvero così importante la spedizione?

Arriviamo al punto focale della discussione, per quanto possa sembrare strano ad alcuni, il secondo motivo di scontentezza principale di chi effettua acquisti online sono i ritardi nella spedizione, non a caso uno dei punti principali di feedback di Ebay sono costi e tempi di spedizione. Il cliente tipico dell’ecommerce è ormai abituato a spedizioni veloci e che rispettino i tempi: molti feedback negativi o neutrali vengono dati, non per problemi nel prodotto, ma per i ritardi nei tempi di spedizione. Fin troppo spesso si trovano recensioni da 3 stelle che parlano di prodotti ottimi, ma con packaging poco adatti e con ritardi della spedizione che vanno da qualche giorno a qualche settimana.

Dov’è il mio pacco?

Se vendi già online, questa è una delle domande che se non ti hanno mai fatto, ti faranno sicuramente prima o poi. Abbiamo detto che un motivo di feedback negativi sono i ritardi nella consegna, tuttavia una problematica che viene percepita ancora più grave e si pone al primo posto tra i motivi di scontentezza dei clienti di un ecommerce è la perdita del pacco che si doveva ricevere. Anche solo la paura di non sapere dove possa essere la spedizione o di averla persa può essere deleteria, sfociando in ansia e tempeste di email da parte dei clienti frustrati. Questa problematica se gestita male, può portare ovviamente a risultati catastrofici in sensi di recensioni. Un metodo per mitigare questa situazione è fornire un servizio di spedizioni tracciate, ormai tutti i maggiori corrieri offrono questo servizio e sarebbe sconveniente per la tua reputazione come venditore non usufruirne per cercare di risparmiare qualche euro sulla spedizione. Per questo puoi anche utilizzare un bot su Facebook Messenger che avverte il cliente di ogni step della consegne, in modo da poterlo tenere sempre aggiornato sullo stato della spedizione. Se invece i tuoi clienti usano l’app di messaggistica Telegram, puoi consigliare loro di utilizzare TrackBot, un bot multilingua in cui basta inserire il codice di tracciamento della spedizione, scegliere il corriere dal quale arriva la spedizione ed automaticamente viene inviato un messaggio ogni volta che la spedizione si sposta, in modo da poter tenere sempre sotto controllo lo stato della spedizione in modo facile e veloce.

Ricapitolando

  • Amazon ed Ebay ci hanno abituato a spedizioni sempre più veloci e tracciate nei minimi dettagli
  • I clienti si aspettano una velocità, puntualità e tracciabilità similare anche da te
  • I principali motivi di recensioni negative sono spedizioni lente e pacchi persi

Sapendo questo, capisci che avere spedizioni veloci e tracciate è tra le priorità di qualsiasi venditore ed è per questo che realizzare un ecommerce non è cosa da poco, la velocità delle spedizioni parte tutta dalla infrastruttura che c’è dietro. Noi di Linguistic Studio possiamo aiutarti ad entrare nel mondo del commercio elettronico, non solo fornendoti gli strumenti per farlo, ma soprattutto garantendoti una consulenza continua durante tutto il periodo di collaborazione. Per maggiori informazioni, contattaci subito

Aumenta l'esportazione grazie ai marketplace

In un paese in cui l'economia è fortemente influenzata dall'esportazione, avere a disposizione metodi efficaci ed efficenti per portare all'estero i propri prodotti, può essere un ottimo metodo per risollevare il proprio business.

La situazione attuale

L'esportazione per l'Italia è sempre stato un punto forte: difatti per l'80% delle imprese italiane, almeno il 10% del proprio fatturato deriva dall'esportazione. I numeri si fanno però ancora più interessanti se si pensa che il 43% delle imprese totali esporta solo tramite metodi tradizionali: solo il 2% utilizza esclusivamente i canali online per l'esportazione, mentre il 35% utilizza una combinazione delle due metodologie.
I settori che più vengono coinvolti nell'esportazione digitali sono:

  • abbigliamento: uno dei settori per cui l'Italia è più conosciuta al mondo, non sorprende quindi che il 66% delle esportazioni di beni di consumo sia solo per prodotti nell'ambito moda
  • agroalimentare: anche se molto meno della moda, l'alimentare incide comunque per il 15% sulle esportazioni tramite rete
  • arredamento: con il 7%, l'arredamento è la terza categoria di bene di consumo più esportata online dall'italia

Vengono ampiamente esportate anche altre tipologie di merci, tuttavia hanno quote di vendita decisamente più inferiori rispetto alle tre principali.

La crescita

Nel 2017, le esportazioni sono cresciute del 3,1% rispetto all'anno precedente e si stima che la crescita per 2018 e 2019 si aggirerà sempre sul 3,5% annui. Per quanto riguarda invece le esportazioni esclusivamente online, il tasso di crescita negli ultimi due anni è stato del 20%, con prospettiva di crescita simile anche nel recente futuro. Questo fa intuire quanto sia fertile il mercato dell'esportazione online e le opportunità che ciò può portare.

Dove vengono esportate le merci

I paesi di sbocco principali sono Nord Europa, Stati Uniti, Giappone ed Est Europa. L'export digitale sta permettendo ad alcune imprese di entrare anche in alcuni mercati poco battuti, come il Sudest asiatico, che sembra molto sensibile a questa metodologia di export.

Ebay e Amazon per l'internazionalizzazione

Ben il 35% di imprese italiane utilizza marketplace per esportare prodotti ed internazionalizzarsi, contro il 7% che utilizza esclusivamente un proprio sito ecommerce. Ciò è dovuto al fatto di poter essere raggiungibili da un pubblico vasto e ampio nel momento del bisogno e su una piattaforma affidabile. Un utente di Amazon ritiene che questa piattaforma sia in grado di tutelarlo anche in caso di frode e di garantirgli spedizioni in tempi brevi. Essere su un marketplace conosciuto permette sia di dare sicurezza al cliente sia di dargli la possibilità di trovare il tuo prodotto mentre lo sta cercando o mentre ne sta guardando uno molto simile.
Come puoi ben immaginare non esistono solo ebay.it ed amazon.it, ma una serie di store distinti per paese (ebay.de, amazon.uk, ecc...), caricare un proprio prodotto all'interno dello store di un paese permette di essere molto più visibile per quel determinato stato. Ciò permette di vendere ed essere visibili su larga scala, comporta però anche un aumento dei tempi di gestione e caricamento dei prodotti.

Come velocizzare il caricamento dei prodotti su Ebay ed Amazon

Esistono ovviamente soluzioni per velocizzare e facilitare il caricamento dei prodotti sulle varie piattaforme, permettendo di centralizzare l'inserimento degli articoli.
A questo proposito, qui da Linguistic Studio abbiamo realizzato una piattaforma in grado di garantire velocità e facilità d'uso per il caricamento dei prodotti all'interno di marketplace esterni. La nostra soluzione, appoggiandosi ad una piattaforma ecommerce proprietaria, permette con pochi click di espandere la rete di vendita su tutti gli store internazionali di ebay ed amazon desiderati. Inoltre su richiesta è possibile agganciare la piattaforma anche al gestionale aziendale, garantendo così un aggiornamento ancora più immediato e facilitato delle disponibilità dei prodotti.
Se vuoi ricevere maggiori informazioni sulle nostre soluzioni, contattaci subito. Avrai la possibilità di fissare un apppuntamento con un nostro responsabile e ricevere una consulenza gratuita.

Pagamenti dilazionati, il futuro dell'Ecommerce?

Se segui la nostra pagina Facebook, probabilmente avrai già letto di come i pagamenti dilazionati e le soluzioni "compra ora, paga dopo" stiano prendendo piede per i pagamenti online e di come ciò possa portare anche acquirenti poco propensi ad acquistare tramite ecommerce a sperimentare acquisti senza correre rischi. In Italia abbiamo già delle compagnie che permettono di effettuare dei finanziamenti, tuttavia richiedono l'inserimento di molte informazioni personali e di una busta paga. In un mondo di tirocini e pagamenti non propriamente ufficializzati, queste soluzioni di pagamenti dilazionati risultano inaccessibili a quella fascia più giovane che è esattamente la più attiva online. Oggi andremo a vedere tre fornitori di questa tipologia di pagamenti alternativi che sta iniziando a prendere piede anche in Italia.

Affirm - Finanziamenti con Carta di Credito e Carta di Debito

Attualmente disponibile solo negli Stati Uniti (esclusi Iowa e West Virginia), le uniche informazioni richieste sono un indirizzo Statunitense valido, nome, email, numero di telefono, data di nascita e gli ultimi 4 numeri del Social Security Number (SSN). Affirm permette sia di effettuare pagamenti in differita per piccoli pagamenti, sia pagamenti dilazionati con percentuali di interessi che vanno dal 10% al 30%. L'utente nell'atto pratico effettua un finanziamento per effettuare l'acquisto, in seguito pagherà mensilmente Affirm tramite carta di credito o carta di debito ricaricabile fino a saldarlo completamente.
Insomma, si tratta di una soluzione molto simile a quelle attualmente in uso ma molto più accessibile, purtroppo non ancora disponibile in Europa.

Afterpay - Sia online che offline, pagamenti immediati al venditore

Anche questo metodo attualmente non è disponibile in Europa ma solo in Nuova Zelanda e Australia. Le informazioni qui richieste sono ancora meno rispetto ad Affirm, basta infatti creare un account al momento del pagamento con dati della carta di credito/debito ed il proprio numero di cellulare. La peculiarità di Afterpay è la possibilità di utilizzare questo metodo anche all'interno di negozi fisici convenzionati, basta mostrare un codice a barre in cassa per effettuare la transazione. Il pagamento, sia online che offline, viene effettuato immediatamente da Afterpay, il cliente poi pagherà in maniera dilazionata per saldare il debito, risultando in zero rischi per il venditore. I finanziamenti sono inoltre controllabili tramite app e l'utente può scegliere il momento migliore per pagare, entro la scadenza ovviamente, pena un sovrapprezzo di 10$ e altri 7$ se il pagamento non viene effettuato entro 7 giorni dalla scadenza.
Una forma di pagamento che tutela sia venditore che consumatore, con costi aggiuntivi irrisori o nulli e che non richiede l'inserimento di informazioni sensibili. Speriamo si espandi velocemente ed arrivi anche in Europa.

Klarna - Pagamenti dopo la consegna

Arriviamo finalmente all'unico servizio attualmente disponibile in Europa. A differenza degli altri due che permettono l'utilizzo di carte di credito/debito, per utilizzare Klarna bisogna usare un sistema di online banking, quindi possedere un conto corrente. Al momento del pagamento bisogna scegliere la banca presso cui si ha un conto, inserire i propri dati di login dell'online banking e poi inserire un codice univoco che verrà comunicato sul momento. Questo metodo di pagamento però, permette non solo la ratealizzazione del pagamento, ma anche di usufruire della modalità "compra ora, paga dopo". Si può quindi acquistare un prodotto e pagare solo in seguito alla consegna della spedizione. Se il prodotto non dovesse arrivare o in caso di reso, si può non effettuare il pagamento, evitando quindi pratiche di reso a volte lunghe o difficili.
Forse la meno accessibile delle tre, ma disponibile in tutto il mondo. Tutela inoltre sia il venditore che il cliente, permettendo sia di avere la certezza del pagamento al venditore, essendo il tutto collegato ad un conto bancario, sia di tutelare il cliente che può decidere di pagare solamente dopo la ricezione del prodotto.

In conclusione

Anche se attualmente solo Klarna è utilizzabile in Europa, la nascita di aziende che forniscono questa tipologia di pagamenti agevolati ci fa capire la direzione che sta prendendo l'ecommerce: pagamenti veloci, sicuri e accessibili.
Cosa ne pensi di questa tendenza? Pensi che sia solo una moda passeggera o che sistemi come Klarna prenderanno piede, affiancandosi a metodi di pagamento ormai già affermati da anni come Paypal? Faccelo sapere nei commenti.

Instagram Shopping: una nuova opportunità

Dopo il periodo iniziale di disponibilità esclusiva per gli Stati Uniti, Instagram Shopping arriva anche in Italia, Canada, Brasile, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Australia.

Che cos'è?

Si tratta della soluzione per il social commerce di Instagram, tramite questo strumento potrai inserire dei tag all'interno dei tuoi post, attraverso i quali i tuoi utenti potranno effettuare direttamente i loro acquisti sul tuo ecommerce. Esattamente, potrai vendere anche tramite Instagram.

Come funziona?

Instagram Shopping funziona tramite l'inserimento di speciali tag, ti basterà quindi inserire questo tag all'interno della foto nella posizione che più desideri, anche più di uno se nella foto sono presenti più prodotti. L'utente vedrà quindi nella foto le informazioni base sul prodotto (nome e prezzo), cliccando sopra queste informazioni, si aprirà la pagina con i dettagli del prodotto ed il link Acquista Ora. Cliccando su questo tasto, il visitatore verrà reindirizzato sul tuo ecommerce, dove potrà finalizzare l'acquisto. Ho lasciato per ultima la cosa migliore, Instagram Shopping è gratuito.

Bastano tre tap e l'utente Instagram ha messo nel carrello il prodotto visionato

Può essermi utile?

A questa domanda puoi risponderti anche da solo: guarda i numeri delle visualizzazioni sui tuoi post Instagram, quello è il numero di persone che vedrà le "inserzioni" dei tuoi prodotti. Instagram ti permette di raggiungere con poco sforzo un grande numero di utenti, quindi promuovere i tuoi prodotti direttamente su questo social può portare solamente benefici. Nel recente futuro verrà implementata anche la funzionalità di creare ads a pagamento per questo servizio, in modo da poter aumentare ancora di più il raggio d'azione dei tuoi post.

Posso usarlo anche io?

L'unico requisito per utilizzare Instagram Shopping è avere un account Instagram business. Questa funzione è sfruttata in particolar modo dal settore abbigliamento e moda, che si sposa molto bene con la natura di questo social, pubblicizzando nello stesso post anche dei completi interi ed inserendo per ogni articolo il tag shopping, in maniera di rendere possibile l'acquisto dello stesso completo visto nel post. La possibilità di inserire più di un tag ti permette infatti di rendere la vendita accessoria ancora più facile e veloce.

In conclusione

Instagram Shopping è sicuramente uno strumento da usare se hai un ecommerce ed un account Instagram. Se non hai un ecommerce ma hai un account Instagram molto attivo, forse è il momento giusto per entrare nel mondo del commercio elettronico.

Anche al lusso piace l’ecommerce

Normalmente quando si pensa all’ecommerce, si pensa a offerte incredibili, prezzi stracciati e concorrenza spietata, sembrerebbe il posto meno opportuno per i Brand del lusso, il cui prezzo non è propriamente alla portata di tutti. In realtà molti marchi come Bulgari e Tommy Hilfiger hanno deciso di puntare sull’ecommerce, tuttavia il loro modello di commercio elettronico si differenzia da quello di altri marchi meno blasonati, puntando non solo sul vendere, ma sul fornire un’esperienza unica e il più vicina possibile ad una visita in negozio.

Ecommerce come supporto al negozio fisico

Bulgari, per esempio, ha preso seriamente il lato ecommerce, dedicando quasi due anni per sviluppare la sua piattaforma. Il loro intento non è vendere un prodotto, ma offrire un’esperienza unica e coinvolgente all’acquirente. L’amministratore delegato di Bulgari afferma che tuttavia l’ecommerce non potrà mai sostituire il negozio fisico, luogo in cui i clienti possono indossare e toccare con mano il prodotto. Secondo lui, probabilmente i negozi fisici diminuiranno, ma non spariranno mai del tutto.

Ecommerce veloce ed immediato

Differente e forse più tradizionalista è la visione di Tommy Hilfiger, che punta alla vendita veloce e gratificante. Secondo lo stilista statunitense, chi vede un prodotto sui social non vuole aspettare una risposta sul dove poterlo comprare o altro, se a questa persona piace il prodotto, lo vuole comprare subito con il minor numero di passaggi possibili, ricevendolo il prima possibile.

Ecommerce assistito

Un’altra idea di ecommerce, più vicina a quela di Bulgari che a quella di Tommy Hilfiger, è quella del brand di orologi Jaeger-LeCoultre. Nel sito è stato integrato Messenger:tramite un tasto è possibile attivare la chat che viene gestita da un bot. Questo bot è in grado di rispondere alle principali domande dei clienti e di dare suggerimenti come per esempio il cinturino migliore per un determinato orologio. Ovviamente esiste anche la possibilità di parlare direttamente con una persona tramite Live Chat in caso il bot non sia abbastanza. Questa piccola aggiunta punta ovviamente a fornire ai clienti la stessa sensazione che possono provare in un negozio, dove vengono consigliati dal commesso per tutto il processo di acquisto.

In conclusione

Abbiamo visto come anche il settore del lusso si stia adeguando alla digitalizzazione, tuttavia facendolo ognuno secondo le sue logiche e la sua visione del mondo, rendendo ogni Brand un mondo a sé stante e ognuno offrendo esperienze di vendita diverse ai propri clienti, cercando di riprodurre nella maniera più fedele possibile online ciò che il cliente si aspetterebbe offline.

DropShipping - Vendere senza magazzino

Hai trovato dei prodotti che secondo te potresti vendere facilmente, hai un’idea di business eccezionale e forse hai anche già individuato dei clienti potenziali: l’unica cosa che ti manca ora è avere i prodotti. Prodotti ovviamente significa doverli comprare, comprare dei prodotti significa avere un magazzino e queste due cose significano un costo iniziale molto alto e dei costi mensili aggiuntivi. A tuo salvataggio potrebbe arrivare il Dropshipping.

Cos’è il Dropshipping

Dropshipping (o Drop Ship) è un modello di vendita in cui viene venduto un prodotto senza averlo effettivamente in magazzino. Il Fornitore o Produttore(chiamato Dropshipper) si occupa dello stoccaggio dei prodotti e della loro spedizione, il venditore invece si occupa di metterli in vendita, gestire le comunicazioni con i clienti e comunicare al dropshipper le spedizioni da fare.

Come funziona?

Prima di iniziare, avrai bisogno di Partita IVA ed ovviamente per vendere online: di una piattaforma ecommerce e/o account dei vari Marketplace dove vuoi apparire (Ebay, Amazon ecc…). Questi per quanto possano essere decisamente inferiori al costo dell’acquisto di uno stock di prodotti e dell’affitto di un magazzino, sono comunque spese obbligatorie da prendere in considerazione.

Quando sarà tutto pronto avrai bisogno di stipulare un accordo con il dropshipper, lui ti fornirà quindi tutte le informazioni relative ai prodotti, che tu dovrai caricare sulle piattaforme da te scelte. In caso di ordine, ti basterà comunicarlo al dropshipper che provvederà ad eseguire la spedizione. Dovrai fattturare tu direttamente al cliente ed in seguito pagare al dropshipper il costo del prodotto pattuito nell’accordo stipulato.

Questo meccanismo permette a te di: -vendere con spese iniziali molto basse -non aver bisogno di magazzini, uffici o competenze di logistica -vendere ovunque un qualsiasi prodotto del catalogo del dropshipper

Conviene sempre fare Dropshipping?

La risposta, per quanto banale possa sembrare, è no. Il Dropshipping non è una pratica applicabile ad ogni tipologia di prodotto o in tutti i casi per vari motivi:

  • I margini di guadagno sono spesso molto bassi: se vendi anche su marketplace esterni, prodotti con margine di guadagno sotto il 30% non sono remunerativi
  • Non hai il controllo diretto sulla disponibilità: un dropshipper potrebbe aver stipulato più accordi sugli stessi prodotti ed un altro venditore potrebbe aver venduto lo stesso prodotto poco prima di te, azzerando la disponibilità
  • Non hai il controllo sulle spedizioni: non puoi sapere quando il dropshipper spedirà, se spedirà e come spedirà. Questa è una delle parti più delicate, un errore del dropshipper potrebbe significare feedback negativi e quindi meno vendite
  • Non hai un tuo brand: sei semplicemente un venditore esterno.

Ci sono però alcuni casi in cui conviene.

Quando conviene fare Dropshipping

Bisogna che si creino determinate situazioni, per esempio:

  • Hai già un’attività avviata, vorresti ampliare la scelta ma non vuoi rischiare su prodotti che conosci poco
  • I prodotti hanno un margine di guadagno molto ampio
  • Riesci ad entrare in mercati non coperti dal dropshipper, avendo così l’esclusiva sulla vendita del prodotto
  • Non hai know-how sulle spedizioni o non hai la possibilità di occupartene

Se almeno due di queste situazioni coesistono, allora può essere una buona idea per effettuare vendite, contenendo i costi e abbassando i rischi. Se invece hai le giuste conoscenze e la disponibilità finanziaria, comprare in stock conviene sempre in termini di ROI, poichè garantisce un margine di guadagno più ampio ed inoltre una gestione del prodotto e delle spedizioni decisamente più personalizzata.

Se anche tu vorresti vendere online o stai cercando nuovi metodi per ampliare la tua rete di vendita, contattaci subito. Ti aiuteremo a trovare il metodo migliore per il tuo business.

Certificati SSL Symantec invalidi a partire da Aprile 2018

Chiunque gestisca un sito web professionale, conosce l’importanza di avere un certificato SSL per il proprio dominio. Oltre a garantire sicurezza nel trasferimento dei dati, questo fornisce anche più sicurezza nell’utente che usa il sito ed un ranking Google migliore.

Cos’è successo?

Il 19 gennaio 2017, un post nel newsgroup mozilla.dev.security.policy mostrava come alcuni certificati rilasciati da Symantec e da altri gruppi indipendenti che operavano per Symantec, sempre per il rilascio di certificati, fossero stati rilasciati in modo erroneo o con informazioni errate. Questo, insieme ad altre serie di problemi relative ai certificati Symantec, ha fatto sì che Google decidesse di non riconoscere più la validità dei certificati Symantec rilasciati prima di Giugno 2016. Non sarà più riconosciuta la validità neanche dei certificati rilasciati dai brand di Symantec, ovvero: Thawte, RapidSSL, VeriSign e GeoTrust. Ovviamente è stato strutturato un piano di adeguamento, per permettere ai possessori di questi certificati di rinnovarli o di sostituirli con certificati accettati da Google.

Pianificazione

  • 24 ottobre 2017 – Rilascio di Chrome 62. Aggiunto warning nella Console di DevTols (accessibile premendo F12) di Chrome
  • 17 Aprile 2018 – Rilascio di Chrome 66 che rimuoverà la fiducia nei certificati Symantec, mostrando un errore relativo al certificato agli utenti
  • 23 Ottobre 2018 – Rilascio di Chrome 70 che mostrerà un errore relativo al certificato agli utenti che visitano il sito, impedendo l’accesso al sito.

Come faccio a sapere se il mio Certificato SSL è ancora valido?

Vai sul tuo sito utilizzando Google Chrome e premi il tasto F12 sulla tastiera, nella finestra che si aprirà clicca su Console. Se vedi una notifica come questa, allora il tuo certificato va aggiornato:

Cosa devo fare in caso di certificato ssl non valido?

In caso di warning, Symantec ha istituito una sequenza di azioni da seguire, illustrata in questa pagina.

In breve, puoi richiedere il rinnovo o la sostituizione del certificato all’ente da cui lo hai registrato. Se invece sei nell’arco dei 90 giorni di tempo per il rinnovo del certificato, basterà rinnovare il certificato per acquisirne uno valido. Questo perché tutta l’infrastruttura Symantec per il rilascio dei certificati è stata acquisita da Digicert, che da ora in poi garantirà il corretto rilascio dei certificati.

In conclusione

Se hai un certificato SSL rilasciato da Symantec, Thawte, RapidSSL, VeriSign o GeoTrust prima di giugno 2016, dovrai farlo sostituire o rinnovare per non avere problemi di autenticazione sul sito nel recente futuro.

Se hai domande a riguardo, faccelo sapere nei commenti o sui social.

Cos'è in breve il GDPR?

Recentemente si è sentito parlare ampiamente del GDPR (in italiano RGPD: Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati), in breve si tratta di una normativa a livello europeo che va a rafforzare e standardizzare i processi di trattamento e protezione dei dati personali.

Quando entrerà in vigore?

Dopo 4 anni di analisi e strutturazione, il GDPR è stato approvato e messo in atto dal Parlamento Europeo nell’aprile 2016, la normativa ha un periodo di transizione di due anni e non avrà bisogno di ulteriori legislazioni per entrare in azione. Le imprese hanno quindi tempo fino a maggio 2018 per mettersi in regola.

Quali imprese devono sottostare al GDPR?

Indipendentemente se la sede dell’impresa è all’interno o all’esterno dell’Europa, dovrà comunque sottostare alle direttive del GDPR se:

  1. Offre prodotti o servizi all’interno dell’Unione Europea;
  2. Gestisce dati personali o monitora il comportamento di soggetti all’interno dell’Unione Europea.

Cosa si intende per dati personali?

Qualsiasi informazione relativa ad una persona che la possa identificare direttamente o indirettamente (nome, foto, indirizzo email, informazioni bancarie, post sui social, informazioni mediche, indirizzo IP).

Come si potranno ottenere i dati personali?

I dati personali si potranno ottenere sempre nella stessa maniera, tuttavia bisognerà richiedere il consenso descrivendo il motivo della raccolta dati in maniera esplicita e non ambigua. Bisognerà quindi sempre specificare chiaramente e brevemente il motivo della raccolta dei dati ed il modo in cui verranno utilizzati, senza utilizzare termini giuridici o condizioni lunghe e complicate. Per i soggetti con età inferiore a 16 anni, ci sarà inoltre bisogno del consenso dei parenti o tutori. gli stati membri possono decidere però di abbassare questa soglia di età fino ai 13 anni.

Come bisognerà gestire i dati?

I dati dovranno essere, in ogni momento:

  • Protetti: ovviamente bisogna evitare furti di informazioni. In caso di breccia nei sistemi di sicurezza andranno informati:
    • i soggetti di cui sono stati rubati i dati entro 72 ore
    • il fornitore dei dati nel minor tempo possibile
  • Accessibili: si deve dare alla persona la possibilità di visionare i dati raccolti su di essa
  • Cancellabili: bisogna fornire la possibilità di far cancellare tutti i dati raccolti, impedendo di continuare ad utilizzarli per qualsiasi fine.

Come adeguarsi al GDPR?

Per adeguarsi, i professionisti del settore solitamente mostrano un processo suddiviso in 9 passaggi. Anche se i passaggi sono a volte diversi, si tratta sempre di:

  • Comprendere come vengono trattati i dati personali prima dell'adeguamento
  • Comprendere cosa viene richiesto dalla nuova normativa
  • Comprendere il gap tra trattamento dati esistente e trattamento dati da raggiungere
  • Stilare un piano di adeguamento
  • Adeguarsi alla normativa: documentando i processi, realizzando le infrastrutture ed i documenti necessari ed introducendo in azienda la figura del Data Protection Officer
  • (Non viene mai menzionato ma credo sia sempre importante esplicitarlo) Continuare a seguire la norma nel futuro

Cosa succede a chi non si adegua?

Chi non si adegua o infrange le regole della normativa incorre a sanzioni economiche decisamente pesanti. La sanzione massima, utilizzata solo per i casi più gravi, è pari al valore maggiore tra il 4% del fatturato annuo o 20 milioni di euro. Le penali hanno vari scaglioni, per esempio le imprese che non informano di eventuali fughe di dati, la sanzione è pari al 2% del fatturato annuo.

In conclusione

Se hai sede in Europa o hai interazioni con il pubblico europeo, adeguarsi alla nuova normativa è obbligatorio. Le azioni di adeguamento sono poche ma importanti e la non adempienza alle nuove norme non conviene minimamente se si pensa all’entità delle sanzioni. In caso tu non ti sia ancora adeguato, ti consigliamo di iniziare a fare gli opportuni preparativi il prima possibile. Se hai domande sull’argomento, scrivici nei commenti o mandaci una email.

Ulteriori risorse:

http://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2016/679/oj
https://en.wikipedia.org/wiki/General_Data_Protection_Regulation
http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/LSU/?uri=CELEX:32016R06...
https://www.iubenda.com

Social Commerce: Cos’è?

Esattamente come successe con l’aumentare della concorrenza nella vendita offline, anche all’aumentare della concorrenza nella vendita online, le imprese hanno visto diminuire gli introiti tramite e-commerce. Per questo motivo, il social commerce sembra essere l’evoluzione naturale dell’ecommerce. Conosciamo tutti benissimo cosa sono sia e-commerce che social media, tuttavia non molti avranno sentito parlare di social commerce. Come la parola suggerisce, è una fusione tra e-commerce e social media, ma non si limita al semplice condividere il link di una pagina prodotto su facebook.

Cos’è il Social Commerce

Il Social Commerce è un sottoinsieme del commercio elettronico che coinvolge social media, media online che supportano l’interazione sociale e contributi degli utenti per assistere alla compravendita online di prodotti e servizi (Wikipedia)

Come ci fa intuire Wikipedia, il social commerce comprende:

  • Utilizzo dei social media
  • Condivisione prodotti
  • Interazione diretta dei clienti o futuri clienti con il brand
  • Condivisione dei prodotti tra utenti dei social

Ciò comporta un alto livello di interazione tra impresa e consumatore, ponendo ancora di più al centro il cliente e facendolo diventare, alla fine del processo, portavoce del brand.

Come funziona il Social Commerce

Tutto parte da una forte presenza sui social, condivisione dei prodotti più importanti o invitanti e la ricerca dell’interazione con i follower. Detto in questa maniera sembra tutto molto semplice, ma questo implica il dover trovare dei follower, avere una strategia marketing strutturata sui social e soprattutto seguire a stretto giro i commenti, i messaggi privati e le recensioni dei clienti. Fare tutto questo senza una persona specializzata in questo ambito potrebbe essere difficoltoso.

Gli strumenti del mestiere

Tutti i principali social mettono a disposizione degli strumenti per poter vendere direttamente nella loro piattaforma:

  • Facebook fornisce la possibilità di vendere i prodotti direttamente sulla sua piattaforma, limitando al minimo i passaggi che deve effettuare un utente per acquistare
  • Twitter permette la vendita di prodotti tramite Ads. Questo ti permette anche di far visualizzare solo ad un pubblico mirato i prodotti.
  • Instagram dà la possibilità di creare video, immagini e carousel per sponsorizzare i tuoi prodotti. Puoi inoltre pubblicare l’annuncio in contemporanea anche su Facebook
  • Pinterest infine permette sempre l’inserimento di Ad sponsorizzati per i prodotti, tuttavia è possibile inserire un solo hashtag per prodotto. La limitazione ad un solo hashtag tuttavia viene controbilanciata da una durata della visibilità dei pin ben maggiore di un post su un altro social.

Conclusione

I social forniscono già tutti gli stumenti per entrare facilmente nel mondo del social commerce, tuttavia questi sono inutili se non sono affiancati da una strategia di marketing solida e orientata alla Customer Satisfaction. Ricorda sempre che un utente soddisfatto parlerà sempre bene di un prodotto acquistato, incitando anche le sue conoscenze a comprarlo, un cliente insoddisfatto invece cercherà sempre di far evitare la stessa brutta situazione in cui si è trovato.

Se anche tu vuoi sfruttare questa occasione data dai social o anche solo iniziare da un semplice e-commerce, contattaci tramite email o il widget in basso a destra, ti risponderemo entro 24 ore.

Guida all’Email Marketing (parte 3): Come inviare le e-mail

Abbiamo visto come ottenere delle email a cui poter inviare senza problemi e cosa poter inviare, adesso rimane solamente l’invio effettivo delle email. Se per le Cold Email, l’invio dalla propria casella di posta può essere una buona idea, non lo è di certo per le newsletter e per le DEM.

Invio tramite Outlook? Meglio di no

Se dovessi provare ad inviare un numero molto elevato di email tutte insieme dalla tua casella di posta o addirittura inviare la stessa email a più destinatari in una volta, il risultato potrebbe essere catastrofico. I provider di posta bloccano l’invio di email da un account dopo un certo numero di email inviate, inoltre hanno un limite massimo ai destinatari per email. Per esempio: Gmail bloccherà l’invio di email dal tuo account per 24 ore se invii più di 500 email in poco tempo o se invii molte email ad indirizzi non esistenti. Anche se non dovessi inviarne così tante, c’è però il rischio di essere catalogato come spammer, in questo caso tutte le tue email potrebbero finire in spam. Inviando a molti indirizzi insieme c’è inoltre il rischio di mandare in chiaro la lista delle email a tutti i destinatari, questo oltre che dare un aspetto poco professionale alla tua impresa, potrebbe portare anche problemi a livello legale (privacy), avendo rivelato i dati personali (email e nome) tra tutti i destinatari della lista email.

Email Marketing Application

Tutti questi problemi possono essere facilmente evitati utilizzando piattaforme di Email Marketing, sono ovviamente a pagamento, ma quel poco che costano al mese ripagano ampiamente i vantaggi che otterrete:

  • Schedulazione invio: potete scegliere giorno e ora a cui inviare le email e l’invio sarà eseguito a scaglioni in modo da limitare di finire in spam;
  • Costruttore email: molte piattaforme hanno editor per creare email visivamente accattivanti, permettendoti di incolonnare il testo ed inserire immagini in maniera agevole;
  • Statistiche: tutte le piattaforme ti daranno le statistiche di invio, apertura e click delle email inviate. Così potrai sapere quante persone leggono effettivamente le tue email e quante poi vanno poi sul tuo sito.

Molte piattaforme inoltre, come MailChimp, MailUp o Mailactive, hanno piani freemium, ovvero è possibile usare la piattaforma gratuitamente a patto di non superare alcuni limiti di contatti email o invii giornalieri.

Vale la pena fare email marketing?

Dopo aver letto di tutti problemi inerenti all’invio di email, potrebbe venire da pensare che forse non conviene così tanto inviare email in maniera massiva. Niente di più sbagliato, inviare email informative o pubblicitarie a persone che hanno dato il proprio consenso è il metodo migliore per coltivare la relazione con clienti e futuri clienti. Secondo una media, circa il 30% di persone aprono le email inviate ed il 5% clicca su un link. Possono sembrare numeri molto bassi, ma quel 5% di click sono persone altamente interessate alle tue email, che spendono la loro risorsa più preziosa, il tempo, per leggere e informarsi sui tuoi prodotti e servizi.

Come inviamo noi

Per inviare le nostre newsletter, piuttosto che affidarci ad una piattaforma esterna, abbiamo deciso di crearne una nostra. Tramite Drupal e l’utilizzo dei Server di Invio Amazon SES, riusciamo a mantenere i costi bassi e la raggiungibilità alta. Ci siamo occupati di creare un modulo che possa prendere in automatico contenuti da sito ed ecommerce, per impaginarli in maniera automatica. Questa è una soluzione che proponiamo a tutti i nostri clienti ecommerce, in questa modo possono agevolemte inviare tramite newsletter notifiche sui nuovi prodotti del loro store.

Questa piccola guida è finita, se hai domande o vuoi che alcuni argomenti siano approfonditi, scrivilo nei commenti.

Parte 1: Come acquisire i contatti
Parte 2: Cosa e come scrivere

Guida all’Email Marketing (parte 2): Cosa e come scrivere

Nello scorso articolo abbiamo visto come ottenere i contatti per le newsletter, qui vedremo invece cosa e come scrivere ai destinatari.

Contenuti diversi per destinatari diversi

Sembra scontato da dire, ma non tutti i tuoi contatti sono interessati agli stessi argomenti, avere un contenuto diverso in base agli interessi dei clienti o al grado di conoscenza con un cliente è un ottimo modo per avere più possibilità di essere letti.

Ci sono principalmente 3 categorie di email che possono essere inviate:

  • Cold Email
  • Newsletter informative
  • DEM


Cold Email

Sono email mandate “a freddo”, sono il primo contatto e ciò che può aprire un discorso con un potenziale cliente. Queste email devono essere altamente personalizzate, contenendo: il nome di una persona o almeno il nome dell’impresa a cui si riferisce e il modo in cui si è ottenuto il loro contatto. Queste email possono anche essere automatizzate e spedite massivamente, tuttavia scrivere una email altamente personalizzata per una singola impresa porta sicuramente risultati migliori.

Best practices:

  • Email testuale: Stai chiedendo un primo contatto, non è una email pubblicitaria. L’unica immagine che ammissibile è il logo della tua impresa in firma;
  • Personalizzazione: Devi cercare di far capire che c’è una persona dietro a questa email, non un bot. Indica esplicitamente il nome dell’impresa o della persona a cui scrivi e fai capire come sei giunto a loro;
  • Non devi vendere nulla: In questa fase non stai proponendo un prodotto, ma la possibilità di metterti un contatto. Proporre esplicitamente un prodotto al primo contatto è il miglior modo di finire in spam o blacklist.


Newsletter Informative

Queste email sono la solita Newsletter che ricevi anche tu giornalmente o settimanalmente dai siti a cui sei iscritto. Puoi inviare le ultime news del blog o novità relative a nuovi prodotti, auguri per le festività o tutto quello che pensi possa interessare ai tuoi contatti, le potenzialità sono infinite. Queste Newsletter possono essere inviate a tutti i tuoi contatti: sia clienti che potenziali clienti. Inviarla ai clienti ti aiuterà a fidelizzarli e ricordargli della tua presenza in caso abbiano nuovamente bisogno dei tuoi prodotti. Inviare ai potenziali clienti ti aiuterà invece a tenerli aggiornati su ciò che stai realizzando, saranno loro a contattarti se avranno bisogno di te.

Best practices:

  •     Informare: Stai dando informazioni, devi essere interessante;
  •     Rimanda al sito: Lo scopo di queste email è portare traffico al tuo sito, inserisci link e tasti che rimandano alla home e agli articoli del blog.


DEM (Direct Email Marketing)

Questo tipo di invio è leggermente diverso. Sono email puramente pubblicitarie, mirate ad un pubblico molto mirato e segmentato. Solitamente dell'invio se ne occupano agenzie specializzate nella segmentazione dei clienti, alcune su richiesta creano anche il contenuto della email partendo dalle tue indicazioni.

Best practices:

  • Fissa un target: Definisci un target molto specifico e crea contenuto adatto a loro, usando grafica e parole adeguate;
  • Vendi: Lo scopo di questa email è vendere, definisci in poche parola di cosa di occupi e spiega come il tuo prodotto può aiutare il destinatario della email.
  • Evita i tecnicismi: Chi riceverà l’email non è interessato a come raggiungerai un risultato, ma solo ai vantaggi che puoi offrirgli, concentrati sui vantaggi del tuo prodotto o servizio.

In Conclusione:

  • Cold Email: testuale, personalizzata, primo contatto;
  • Newsletter Informativa: novità, grafica, call-to-action;
  • DEM: target mirato, vendere, vantaggi.


Nella parte 3 vedremo come inviare e le problematiche relative agli invii.

Parte 1: Come acquisire i contatti
Parte 3: Come inviare le email

Guida all'Email Marketing (parte 1): Come acquisire i contatti

Tutti abbiamo mandato delle email, sia per lavoro che per motivi personali, tuttavia quando si parla di dover comunicare in maniera massiva con dei clienti o potenziali clienti, le cose cambiano drasticamente. In questo e nei prossimi articoli, andremo a vedere come destreggiarsi in questo mondo all’apparenza semplice.

Acquisire i contatti

Il primo problema di inviare una email è avere un destinatario a cui inviarla. Non è mai una buona idea inviare una email promozionale a contatti che non ti conoscono, gli unici risultati raggiungibili in questa maniera sono: venir bloccati dai destinatari ed essere segnalati come SPAM. Per avere una situazione ottimale, ogni contatto a cui invii email informative e promozionali deve darti il consenso tramite la compilazione di un form. Questo ti garantirà maggiore sicurezza sia a livello di raggiungibilità che a livello legale. Se non hai iscrizioni alla tua newsletter, puoi sempre optare per un primo contatto tramite Cold Email, una mail diretta testuale e altamente personalizzata, di cui parleremo nei prossimi articoli.

Esistono aziende che si occupano di vendere liste di contatti email segmentati per settore: questo è il metodo peggiore per acquisire contatti. In queste liste solitamente sono presenti molti indirizzi non più utilizzati, inoltre corri il rischio di inviare email ai cosiddetti spam trap: indirizzi email utilizzati dai provider di posta per segnalare in automatico gli spammer. Effettuare anche solo un invio ad uno di questi indirizzi, diminuirà in maniera drastica la raggiungibilità delle tue email.

Un altro dei pericoli associati a indirizzi email datati è il cosiddetto Bounce. Ne esistono due tipi:

  • Hard Bounce: l’indirizzo email non è valido o è inesistente
  • Soft Bounce: l’indirizzo email esiste ma non è stato possibile consegnare l’email. Questo può succedere per problemi relativi al provider di posta del destinatario o in caso di casella di posta del destinatario piena.

Avere dei Bounce durante un invio è solamente uno spreco di tempo e risorse ed aumenta il rischio di essere segnalati come SPAM. I Soft Bounce non sono preoccupanti essendo errori temporanei, gli Hard Bounce invece vanno evitati ripulendo le liste di indirizzi email tramite sistemi appositi che controllano la validità della email, restituendo solo gli indirizzi validi.

Ricapitolando

  • Raccogliere email tramite form per avere la certezza del consenso
  • Contattare almeno una volta tramite email diretta contatti trovati in autonomia
  • Ripulire le liste email vecchie
  • Evitare di comprare liste di contatti email

Nella parte 2 vedremo le varie tipologie di contenuto e come realizzarlo al meglio.

Parte 2: Cosa e come scrivere
Parte 3: Come inviare le email

Ebay: Addio Paypal, Benvenuto Adyen

Dopo oltre 15 anni di collaborazione, Ebay pare si stia preparando ad abbandonare PayPal. Per chi non conoscesse la storia di collaborazione di Ebay e PayPal, ecco un piccolo riassunto: PayPal fu fondato nel 1998 come piattaforma di pagamento sicuro e fu scelto da Ebay come metodo di pagamento primario, addirittura acquisendolo nel 2002. Ebay e PayPal quindi furono una cosa sola, finchè nel 2015, sotto pesante pressione degli azionisti PayPal, si decise per la loro separazione per cercare di dare più valore alla piattaforma di pagamento.

Tornando a oggi, Ebay inizierà a effettuare un passaggio graduale da PayPal ad Adyen come piattaforma di pagamento principale, iniziando da Stati Uniti e Canada, puntando a finire la sostituzione in tutto il mondo entro il 2020. Questo non significa che PayPal sparirà immediatamente, ma rimarrà come metodo di pagamento secondario fino al 2023.

Questo passaggio ovviamente non è stato casuale, infatti PayPal comporta alcuni svantaggi sia per Ebay che per i suoi utenti:

  • Prima di tutto i costi elevati per transazione, si parla infatti di un costo per transazione di 0,35€ fissi più un costo variabile che può arrivare fino al 3,4% della transazione;
  • In secondo piano, il dover ogni volta accedere a PayPal per poter effettuare un pagamento, quindi dover effettuare il pagamento da una pagina esterna ad Ebay.

Con il passaggio ad Adyen, Ebay punta ad eliminare questi punti negativi, poiché Adyen fornisce il servizio ad un costo molto più contenuto ed inoltre si integra in background con i pagamenti, senza dover quindi inserire i propri dati in una pagina esterna, ma rimanendo sempre sul sito Ebay.

In particolar modo questo passaggio influirà positivamente sui venditori che:

  • Avranno costi minori per vendita;
  • Potranno controllare i pagamenti direttamente tramite Ebay senza dover accedere a piattaforme esterne, grazie all’alta possibilità di integrazione;
  • Avranno la possibilità di raggiungere più clientela grazie all’inserimento di più metodi di pagamento.

Ebay dopo essersi reso conto di attrarre principalmente venditori occasionali e privati, con questo passaggio e questi nuovi vantaggi per venditori e clienti, vuole rendersi una valida alternativa ad Amazon anche per aziende strutturate.

Finanziamenti Fondo Perduto Per l'ecommerce bando aperto dal 15 gennaio fino al 9 febbraio 2018

Con decreto direttoriale 24 ottobre 2017 sono state definite le modalità e i termini di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni. Le domande potranno essere presentate dalle imprese, esclusivamente tramite la procedura informatica che sarà resa disponibile in questa sezione, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Già dal 15 gennaio 2018 sarà possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda. Per l'accesso è richiesto il possesso della Carta nazionale dei servizi e di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle imprese.

Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, contenente l'indicazione delle imprese e dell'importo dell'agevolazione prenotata.

Nel caso in cui l'importo complessivo dei Voucher concedibili sia superiore all'ammontare delle risorse disponibili (100 milioni di euro), il Ministero procede al riparto delle risorse in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa beneficiaria. Tutte le imprese ammissibili alle agevolazioni concorrono al riparto, senza alcuna priorità connessa al momento della presentazione della domanda.

Ai fini dell'assegnazione definitiva e dell'erogazione del Voucher, l'impresa iscritta nel provvedimento cumulativo di prenotazione deve presentare, entro 30 giorni dalla data di ultimazione delle spese e sempre tramite l'apposita procedura informatica, la richiesta di erogazione, allegando, tra l'altro, i titoli di spesa.

Dopo aver effettuato le verifiche istruttorie previste, il Ministero determina con proprio provvedimento l'importo del Voucher da erogare in relazione ai titoli di spesa risultati ammissibili.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dello sviluppo economico:  http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/voucher-digitalizzazione

Google favorisce l'https da Gennaio 2017

HTTP e HTTPS: cosa sono?

L'HTTPS (HyperText Transfer Protocol over SSL) è una variante del protocollo HTTP che impiega, oltre al TCP/IP, il livello SSL (Secure Sockets Layer) che si occupa della crittografia e dell'autenticazione dei dati trasmessi. L'SSL cripta i dati in entrata e in uscita attraverso un algoritmo matematico rendendoli praticamente indecifrabili. Questo tipo di comunicazione garantisce che solamente il client e il server siano in grado di conoscere il contenuto della comunicazione e impedisce a terze parti di leggere, inserire o modificare i messaggi scambiati tra i due "interlocutori". Ecco perché, in tutti i casi in cui scambiamo dati sensibili, numeri di carte di credito o transazioni bancarie, consultiamo la nostra casella di posta o comunichiamo nostre informazioni riservate via web, è bene verificare che la connessione avvenga con protocollo HTTPS.

Cos’è cambiato ora e cosa cambierà a gennaio 2017?

In realtà, già da diversi mesi, Google sta premiando i siti HTTPs, posizionandoli per primi nella graduatoria del suo motore di ricerca. Stava preparando il terreno al grande annuncio che è arrivato proprio lo scorso 8 settembre. Dal primo gennaio 2017 infatti, con il rilascio di Chrome 56, tutti i siti HTTP che scambiano dati personali (codici, password, dati bancari, ...) verranno segnalati all’utente come insicuri. La modifica coinvolge tutti i siti che abbiano un qualche form di scambio dati, come ad esempio un form di acquisizione dati personali. In ogni caso, a stretto giro nei mesi successivi, tutti i siti web con protocollo HTTP saranno associati ad un avviso rosso di pericolo all’ingresso, che inviterà l’utente ad allontanarsi e a non proseguire la navigazione. La notizia ha un peso rilevante, dato che Google Chrome è il browser più usato (oltre il 53%) e quindi responsabile di oltre la metà delle pagine web viste al mondo (sia su desktop che tablet/mobile).

Come gestire il certificato HTTPS?

Ottenere un certificato SSL, installarlo e mantenerlo valido nel tempo è un processo che si compone di alcuni importanti passaggi tecnici e formali, quali:

- Acquistare il certificato ssl presso un certificatore
- Istallare il certificato sul proprio server web con Ip dedicato al sito.
- Gestire l'interfaccia grafica del sito per essere ridirezionata automaticamente da http a http
- Impostare search console e analytics su https
- Gestire il processo di rinnovo annuale con rispettiva nuova istallazione del certificato.

Miglioramenti Piattaforma ecommerce 2016/2017

Integrazione con gestionali di terze parti.

Migliorata la modalità di integrazione con i gestionali di terze parti in entrambi i versi:

a)    Da e.commerce > gestionale.

  1. Scarico degli ordini e delle giacenze.
  2. Esportazione dei prodotti e delle categorie prodotti. Queste funzioni sono importanti per i clienti che vogliono aggiornare i prodotti a partire dell’e.commerce, senza ripetere l’immissione dei dati.

b)    Da Gestionale > e.commerce.

Automazione di tutti i campi del prodotto importazione automatica nell’e.commerce.

  1. Possibilità di riallineamento in notturna di tutti prodotti (reset).
  2. Possibilità di scambio di notifiche tempo reale post reset.

Scheda Prodotto: automazione di titoli e descrizioni.

Titolazioni e Descrizioni della scheda prodotto vengono create in base ad una modalità di composizione a tag. L’associazione ai termini dei diversi vocabolari del prodotto, produce automaticamente la composizione di titolo, descrizioni e rispettive traduzioni.

Es. un prodotto associato al vocabolario: “Materiale” – “Colore” – “Categorie“ ecc. viene sia associato ai rispettivi filtri e al rispettivo albero di navigazione, che titolato e descritto allo stesso momento. Inoltre la traduzione dei Tag avviene una tantum e da quel momento viene automatizzata per sempre.

Miglioramento delle taglie combinatorie

Le taglie sono state rese tassonomiche, questo da il vantaggio di costruire delle scale taglie differenziate a seconda del prodotto.
Es.: è possibile costruire una scala taglia differenziata per nike 40=8 e adidas 40=7.
Da questo momento la scala taglia rimane permanentemente filtrabile sulla base di un unico riferimento, es. 40, differenziato per marchio.

Miglioramento del carrello:

a)     Lato amministrazione.
Viene intercettato e statisticato a quale stadio di avanzamento l’ordine viene abbandonato.  

b)     Lato utente.
Maggiore razionalizzazione dell’accesso all’ordine, creando tre condizioni.

  1. Acquisto da utente autenticato.
  2. Acquisto passante con iscrizione.
  3. Acquisto anonimo.

 Automazione del caricamento delle foto.

La piattaforma e.commerce permette Integrazione automatica con sistemi analoghi ad https://orbitvu.it che permettono di sparare con la pistola il codice a barre direttamente nel nome della foto nel momento dello scatto.
Di conseguenza, le foto non vengono più caricate manualmente, ma per mezzo di un invio ftp automatico ad una cartella designata. Il sistema compie l’associazione automaticamente in notturna o su richiesta manuale, tra la scheda prodotto e la rispettiva foto. L'integrazione si estende anche alla creazione degli scatti con rotazione 3D.

Impostazione automatica della lingua e prezzi differenziati in base alla provenienza dell'utente.

Per mezzo dell'autoricognizione della provenienza dell’utente in base all’Ip, laa lingua del sito si dispone automaticamente in base alla provenienza geografica dell’ip dell’utente. Questo automatismo può essere bypassato dalla scelta manuale dell’utente. Sulla base dell’ip di provenienza dell’utente possono essere passati prezzi differenziati a seconda della provenienza.
Il concetto di lingua e valuta sono stati sintetizzati, riportando la piattaforma a selezionare tante lingue quante valute sono disponibili es. uk us ca ecc.

Miglioramento delle e.mail di servizio.

Le e.mail di servizio sia per quanto riguarda il riconoscimento automatico della lingua dell’utente, che in termini di coordinamento grafico con l’immagine aziendale (loghi, colori, informazioni istituzionali).

Analytics
Migliorata l’integrazione, intercettando con maggior precisione le interazioni che gli utenti fanno con il sito, a livello di:

-       Ordini.
-       Domande nei form del sito.
-       Interventi in chat.

Social Box - Gestione Centralizzata dei Contenuti Social

Social box è un modulo integrabile con siti web realizzati in drupal e permette una gestione centralizzata dei propri account social.
Con Social Box è possibile pubblicare in maniera selettiva i contenuti del proprio sito web verso i social in maniera completamente automatizzata.
Dal sito internet personale i contenuti possono essere postati su i propri circuiti social, senza necessità di aprire il proprio account personale.
I contenuti da postare possono essere schedulati nel tempo, Social box penserà ad effettuare la pubblicazione in base alla programmazione desiderata.
I Post precedentemente inseriti possono essere modificati o eliminati.
I principali canali social gestiti sono:
- Facebook  - Twitter  - Linkedin - Google - Pinterest

Il pacchetto include:
Creazione delle pagine social e personalizzazione grafica in base al marketing e alla comunicazione aziendale desiderata.

Ecommerce sincronizzato con Ebay

Per mezzo di Ebaysync è possibile posizionare i propri prodotti su canali multipli. Con un unica azione, mentre si inseriscono i dati inerenti al proprio negozio, automaticamente si compongono gli elementi delle realative inserzioni ebay posizionate per lingua nei rispettivi marketplace territoriali (Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Belgio, Austria, Stati Uniti, Canada,  Austaralia ecc.) .
L’immagine principale di presentazione inserita nella lista prodotto del sito web viene automaticamente utilizzata come immagine principale dell’inserzione.
Le varianti prodotto e le disponibilità presenti nella piattaforma  vengono automaticamente associate all’inserzione. Il prezzo può essere differenziato rispetto al prezzo del negozio o rispetto a diversi marketplace territoriali.

1. Opzioni del prodotto, spedizioni e pagamenti

Per mezzo del software è possibile automatizzare l'associazione del prodotto con la categoria ebay e le opzioni ad essa associate.
Le spese di spedizione vengono organizzate a livello globale e possono essere organizzate in scaglioni ed associate al prodotto con estrema facilità.
A prodotti diversi si possono associare diversi scaglioni di spedizione; in maniera analoga vengono assegnati al prodotto i metodi di pagamento.

 

2. Scheda descrittiva dell'inserzione

2.1 Intestazione

il software permette l'inserimento di template personalizzati in base hai colori e alla comunicazione aziendale.
I template permettono di inserire automaticamente, il logo dell'azienda, il brand al quale il prodotto è associato a livello dell'e-commerce e
Inoltre contengono degli spazi dedicati alla compilazione dinamica dei contenuti.

 

2.2 Tab

Le informazioni generali associate al prodotto vengo gestite a livello della piattaforma e caricate automaticamente nella scheda descrittiva di ebay.
I tab permettono la navigazione ipertestuale della scheda descrittiva muovendosi da un argomento all'altro.


 

2.3 Gallery immagini

Le immagini che popolano la schede prodotto propagate nei diversi marketplace sono le stesse che compongono la gallery. I file vengono inseriti per mezzo di un sistema di caricamento multiplo e autoridimensionati automaticamente. Le immagini possono essere ordinate per mezzo di un semplice trascinamento con il mouse, disponendosi automaticamente nella gallery della scheda descrittiva senza nessun ulteriore intervento.

 

2.4 Inserimento libero dell'amministratore

Oltre alle parti automatizzate di composizione il template dispone di sezioni predisposte per l'inserimento libero dei contenuti.

 2.5 Definizioni Standard

Accanto alle sezioni per l'inserimento di testo personalizzato convivono le sezioni informative standard i cui testi vengono automatizzati per mezzo del template.

E-COMMERCE: OPPORTUNITA' PER LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA.

Le opportunità offerte dai canali digitali e dall’e-commerce per i prodotti dell’autentico Made in Italy saranno le tematiche al centro dell’incontro organizzato da Confartigianato Macerata e la Camera di Commercio lunedì e martedì, all’hotel Cosmopolitan di Civitanova. Tema di enorme ed importante attualità per una Regione come le Marche fortemente manifatturiera, orientata all’export ed alla promozione territoriale e turistica in uno scenario di elevata competitività nella promozione e nella vendita dei prodotti che sempre più si sta trasferendo sui canali del digitale e del web. Il mercato italiano degli acquisti on line è cresciuto del 22 per cento dal 2013 al 2014, per una cifra pari a 11 miloni di euro di acquisti. Un mercato ancora piccolo  (2 per cento del totale degli acquisti delle famiglie italiane) ma in forte crescita. I mercati esteri “on-line”, inoltre, valgono e crescono molto di più. Per saperne di più su questo mondo forse ancora troppo sconosciuto e rispondere ai quesiti legati al commercio, dunque, docenti universitari, consulenti, Imprese specializzate nel digitale, imprese manifatturiere e commerciali, tecnici e professionisti di marketing, organizzazione e logistica interverranno all’incontro che si articolerà in due momenti. Lunedì 30, nel pomeriggio, si svolgerà un seminario dedicato a definire le tendenze del mercato elettronico, le opportunità che ne derivano e i casi di successo per i settori moda, calzatura, agroalimentare e gastronomia, design e arredamento, promozione del territorio. Il giorno seguente sarà dedicato a temi operativi e di approfondimento delle strategie di implementazione di attività di marketing, pubblicità e vendite on-line ed alla presentazione dei prossimi bandi regionali e delle opportunità di finanziamento per l’innovazione delle piccole e medie imprese. Verrà inoltre presentata la rete WiMarche-Fidoka per l’accesso wireless ad internet, in banda larga e da qualsiasi zona del territorio. L’obiettivo è quello di fornire alle piccole e medie imprese, pratici strumenti tecnologici e valide competenze  per l’avvio di una propria strategia di innovazione digitale. Dalle 14,30 di lunedì e per tutta la durata dell’evento, i partecipanti potranno inoltre incontrare personalmente aziende specialiste del settore ICT, nell’area desk che è stata predisposta, con le quali potranno confrontarsi per comprendere la fattibilità di idee e progetti d’innovazione digitale.

Pubblica un prodotto simile.

Al fine di massimizzare la velocità di inserimento di un prodotto, EbaySync permette di duplicare automaticamente le impostazioni di pubblicazione di un prodotto su ebay, derivandole dalla scheda di un prodotto precedentemete inserito.

La modalità di duplicazione delle impostazioni è definita clone ebay e si basa su un sistema autocompilante di ricerca, che permette con velocità di individuare il prodotto modello di da cui si vogliono replicare le impostazioni.

Marketplace Ebay internazionali.

Ebaysync permette di configurare marketplaces ebay di nazionalità diverse al fine di internazionalizzare le proprie vendite ed aumentare i fatturati nel breve periodo.

Rispetto al marketplace che si intende configurare, a livello di impostazioni globali è possibile definire le spese di spedizione locali ed internazionali, le politiche di reso e i metodi di pagamento.

Una volta definite le impostazioni globali, queste possono essere liberamente modificate e associate al prodotto caricato nell'ecommere.

Le impostazioni globali possono essere differenziate per marketplace e per scaglioni di peso.

Posizionamento motori di ricerca

Circa il 95% degli utenti cercano prodotti e servizi attraverso l’utilizzo dei motori di ricerca.
Per un’azienda è fondamentale essere raggiungibile dal suo potenziale target nel momento stesso in cui un utente esprime un interesse specifico. I motori di ricerca rappresentano un fattore determinante nel processo di individuazione e reperibilità di prodotti e servizi.

L’azione del posizionamento su i principali motori di ricerca può essere rivolta sia a processi di diffusione territoriale, quanto ad azioni di internazionalizzazione del sito web.
L’ottimizzazione del posizionamento su i motori di ricerca rappresenta uno degli strumenti di marketing più importanti per la diffusione di un progetto di comunicazione online.
L’ottimizzazione di un sito sui motori di ricerca permette di:

-    Aumentare le vendite,
-    Aumentare la concorrenzialità della propria offerta.
-    Internazionalizzare la propria azienda a costi contenuti

L’offerta S.E.O. di Linguistic Studio è calibrata sulle reali necessità di ciascun cliente, dei suoi obiettivi, della tipologia del sito, della sua struttura e dell’opportunità di migliorarne i contenuti.
Le aree di intervento comprendono:

-    Analisi situazione iniziale del sito e definizione della strategia personalizzata
-    Ottimizzazione della struttura del sito
-    Ottimizzazione dei contenuti esistenti
-    Sviluppo di nuovi contenuti
-    Traduzione dei contenuti nelle lingue definite dal progetto

Google Friendly

Rendere un sito web Google friendly significa compiere quella serie di azioni che portano ad un integrazione dinamica tra il proprio sito web e Google.
A livello di piattaforma  le azioni di integrazione sono:


-    Produzione automatica della mappatura del sito e inoltro al motore di ricerca
Man mano che i contenuti vengono aggiornati, automaticamente la piattaforma del proprio sito web invia l’informazione a Google favorendo l’indicizzazione dei contenuti indicati.


-    Generazione automatica di parole chiave differenziate
i moduli SEO del sito permettono di automatizzare i processi di costruzione metalinguistica dei contenuti da passare al motore di ricerca. Mentre vengono prodotti i contenuti automaticamente vengono popolati i campi di interscambio di informazioni con Google.


-    Remarketing: dislocazione differita della campagna
Il sito compie automaticamente delle azioni di remarketing per le quali, un utente, che entra nel sito web dopo aver cliccato su una parola chiave, verrà risollecitato automaticamente rispetto a quella parola in ambiti diversi della rete in un momento differito. Per esempio, un utente cerca su Google una parola chiave per la quale viene restituito un annuncio sul quale fa clic: visita il sito, non acquista, esce. Il giorno dopo visita Youtube, a questo punto verrà automaticamente riproposto l’annuncio che precedentemente lo aveva indotto al clic.


-    Monitoraggio delle conversioni
Il sito web è in grado di restituire automaticamente l’informazione di conversione dell’annuncio. In altre parole viene delineato quale parola chiave e quale annuncio abbia generato un clic che poi si è convertito in una vendita o richiesta di contatto, a seconda dell’obiettivo di marketing prefissato.

Configurazione e.mail.

Per impostazione predefinita l'applicazione Mail su iPhone, iPad e iPod touch non consente l'eliminazione dei messaggi dal server. Questa impostazione è adatta per la maggior parte degli utenti, ma può essere cambiata se necessario. Ecco come impostare l'account per la rimozione dei messaggi dal server dopo una settimana:

  1. In Impostazioni, seleziona Mail, contatti, calendari.
  2. Seleziona l'account del quale intendi modificare le impostazioni.
  3. Seleziona Avanzate in fondo all'elenco.
  4. Quindi seleziona l'opzione Elimina dal server.
  5. Scegli Sette giorni dal menu a comparsa.
  6. Premi il pulsante Home per tornare alla schermata iniziale.
Animations with animate.css in Linguistic Studio.

Full example:

<h1 class="animated infinite bounce">Example</h1>

bounce

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flash

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shake

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